Il Tirreno

Livorno

Moby prince

Dalla stecca di De Gregori sulla tragedia del Moby Prince, nasca la canzone #iosono141

Federico Lazzotti
Le magliette #iosono141
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Le magliette #iosono141

Livorno, se il cantautore avesse accettato la targa e la maglietta dell’associazione sarebbe finito tutto in una foto ricordo, invece il rifiuto è diventata l’occasione per rendere più popolare e condiviso il disastro

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LIVORNO. Dalla stecca di Francesco De Gregori al teatro Goldoni ora nasca la canzone sulla tragedia del Moby Prince: più trasversale, più popolare, ancora più condivisa, partecipata insomma, anche al di fuori di chi l'ha vissuta e la ricorda ogni giorno, da venticinque anni.

Partiamo da cosa sarebbe successo se il cantautore romano avesse accettato la targa in memoria delle vittime e magari avesse indossato sul palco la maglietta #iosono141: una foto tutti in posa, un applauso tra un pezzo e l’altro, magari una stretta di mano con il presidente del comitato, un sorriso di circostanza e un trafiletto sul giornale. E poi tutti a casa felici e contenti.

Invece quel rifiuto, sicuramente censurabile, ha innescato una polemica reazione a catena che non si è ancora fermata. Lo sdegno dei parenti delle vittime si è trasformato in poche ore in quello di un’ intera città e poi si è spostato più in là, più avanti, di post in post su Facebook, come un eco che può arrivare ovunque.

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Certo, fa rabbia che l'autore di Titanic abbia voltato le spalle alla tragedia del Moby Pince, la nostra Ustica del mare. Perché se la prima classe costa mille lire la solidarietà è roba da fare gratis e con il cuore.

Ma da oggi, quel no, resterà appiccicato al nome di De Gregori e paradosso del mondo social, questo suo gesto affiorerà ogni volta che un utente, ovunque sia, si imbatterà in quello che è successo quella sera al teatro Goldoni di Livorno. E così, forse incuriosito, andrà a leggere della tragedia del Moby Pince: 140 morti in una notte di primavera a causa di uno scontro davanti all’imboccatura del porto tra un traghetto diretto a Olbia e una petroliera; due inchieste penali, nessun colpevole e una verità processuale che parla di un errore umano avvolto dalla nebbia, la stessa che c'era la sera del 10 aprile 1991.

Così quella tragedia, al di là della condivisibile speranza dei familiari delle vittime di trovare una verità diversa da quella fornita dalla magistratura, potrà diventare una canzone, una di quelle che la senti una volta e ti resta in testa. Per poi passare di bocca in bocca, tanto che tutti ne conosceranno il drammatico ritornello, come per “Rimmel” o “La Donna Cannone”.

Perché per non dimenticare c'è bisogno di memoria condivisa. E allora affinché quel ritornello - “Io sono #141” - resti nella memoria di tutti, va bene anche se la prima nota è una stonatura, voluta e non dovuta, ma firmata da Francesco De Gregori.

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di Redazione web