Il Tirreno

Livorno

Romano: «Avviso al sindaco» Lui ribatte: «Racconta balle»

di Juna Goti
Romano: «Avviso al sindaco» Lui ribatte: «Racconta balle»

Il parlamentare del Pd fa l’annuncio su Twitter ma poi corregge il tiro: «Se lo riceverà spieghi perché» Nogarin: non ho ricevuto niente, noi abbiamo chiesto a un giudice di rivoltare Aamps come un calzino

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LIVORNO. Nell’era del pollice svelto può accadere anche questo. Che un parlamentare di punta del Pd cinguetti su Twitter che un sindaco altrettanto di punta del Movimento 5 Stelle ha ricevuto un avviso di garanzia. E che quel sindaco – che di informazioni di garanzia dice di non saperne nulla – spalancando il becco di Twitter gli risponda altrettanto in mondovisione che è uno sparaballe. Anzi un «onorevole contaballe».

La bomba l’ha lanciata Andrea Romano ieri mattina alle 10.03. «Avviso di garanzia a sindaco Livorno #Nogarin e assessore bilancio: nel garantismo, ci dicano però cos'altro hanno combinato #malgoverno5S», ha scritto. Una bomba: sono bastati pochi minuti perché quel battito d’ali partito dalla capitale si trasformasse in una libecciata all’ombra dei Quattro Mori. Dove già da qualche ora circolava la notizia di nuovi avvisi di garanzia spediti dalla Procura per il caso Aamps. E dove in un clima da “caccia alla comunicazione” l’uomo dei conti, l’assessore Lemmetti, avrebbe poi fatto sapere di avere trovato nella cassetta della posta un avviso di giacenza di una raccomandata, «ma per quanto ne so potrebbe essere una multa».

Nogarin è quindi nel registro degli indagati come annuncia il deputato livornese? Romano sa qualcosa che in giro ancora non si sa? Il telefono squilla un paio di volte e dall’altra parte della cornetta il primo cittadino risponde così, prima ancora di dire pronto: «No, no, no. Non mi è arrivato alcun avviso di garanzia. Macché avviso di garanzia! Che volete che vi dica, Romano continua a raccontare solo balle». Niente neppure nella cassetta della posta? «No, niente di tutto questo», ribadisce.

Così il botta e risposta politico assume contorni surreali. Fino a quando, ricontattato dal Tirreno, Romano corregge il tiro: «Ho fatto due più due, anzi tre più tre. Ho letto gli articoli della stampa sulla perquisizioni in Comune, su Nogarin che ha detto che se ricevesse un avviso sarebbe una medaglia e, da ultimo, adesso sull’invio di nuovi avvisi di garanzia sul caso Aamps. Ho fatto una valutazione politica, mi pare che la direzione sia quella... Ma vorrei sottolineare il mio approccio garantista: a differenza dei 5 Stelle noi del Pd non usiamo gli avvisi di garanzia come sentenze di condanna».

Alt: ma c’è una bella differenza tra dire che un sindaco è indagato e fare «due più due»... «È vero – controbatte l’onorevole – il tweet ha 140 caratteri, ho fatto un comunicato per commentare meglio». Comunicato che dice questo: «Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici del sindaco di Livorno e dell'assessore al bilancio, sequestrando computer e documenti. Quale sarà l'ipotesi di reato? Nell'ipotesi che i nuovi avvisi di garanzia emessi fossero rivolti al sindaco Nogarin e all'assessore al bilancio Lemmetti – corregge il tiro – chiediamo che sia fatta chiarezza, fermo restando il garantismo che deve essere applicato ad ogni indagine giudiziaria».

Tra Romano e Nogarin non corre buon sangue da tempo. La litigata in diretta su La7 del 2 aprile è stato solo l’ultimo plateale scontro di una lunga serie di punzecchiature politiche. E anche questa volta è scontro a distanza. «Mi spiace dover rovinare di nuovo la giornata ad @AndreaRomano9 ma non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. #OnorevoleContaballe», ribatte il sindaco su Twitter. «Mi dispiace – rincara poi su Fb – dover smentire ancora una volta l’onorevole Romano, ma al sottoscritto non è stato recapitato alcun avviso di garanzia nell’ambito dell’indagine su Aamps. Romano si informi meglio prima di precipitarsi al computer e diffondere falsità sui social network».

Ed ecco che scrive: «Lui chiede chiarezza sulla gestione dell’azienda comunale dei rifiuti? Benissimo, è quello che abbiamo chiesto noi fin dall’inizio. Per questo abbiamo affidato a un giudice il compito di rivoltare come un calzino l’azienda e cercare la strada migliore per farla tornare ad essere competitiva sul mercato. Per farlo ci siamo assunti dei rischi, mentre il partito di cui Romano fa parte ha sempre preferito voltare la testa dall’altra parte e far finta di non vedere come veniva gestita Aamps».

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