Gioco
Moby Prince, De Gregori fa saltare la consegna della targa. L'associazione 140: "Ha snobbato la memoria delle vittime"
Livorno, Loris Rispoli racconta l'episodio su Facebook e si sfoga: "Ci hanno detto che lo avremmo deconcentrato dal concerto". All'artista era prevista anche la consegna della maglietta #iosono141
LIVORNO. Si dovevano ricordare le vittime del Moby Prince prima del concerto di Francesco De Gregori al teatro Goldoni sabato 16. Ma, come racconta Loris Rispoli presidente dell'associazione 140 vittime del Moby, l'artista ha fatto saltare l'evento, ovvero la consegna di una targa in occasione del 25° anniversario della tragedia. Il motivo? "Ci hanno detto che De Gregori si sarebbe deconcentrato", dice Rispoli in un amaro post su Facebook.
I FATTI
Come annunciato anche in un comunicato dal Comune di Livorno, prima dell'inizio del concerto di De Gregori, Rispoli avrebbe dovuto ricevere dal direttore della Fondazione Teatro Goldoni Marco Leone la targa “Memoria e testimonianza. Il Teatro Goldoni nel ricordo delle vittime del Moby Prince”. Il momento sarebbe dovuto avvenire alla presenza dell'artista romano, per cui era prevista anche la consegna della maglietta #iosono141. Ma poco prima dell'inizio della serata, Rispoli ha ricevuto una telefonata, che lo informava che avrebbe ricevuto nessuna targa e che la consegna sarebbe stata rinviata. "Ci sono personaggi, uomini del mondo della musica che hai sempre ammirato per la loro passione civile, per l'impegno sociale - scrive Rispoli su Facebook - poi quando improvvisamente la tua ammirazione svanisce di colpo di fronte alla realtà delle cose. La consegna della targa della Fondazione Goldoni a cui vanno i nostri ringraziamenti, viene spostata ad altra data perché De Gregori non gradisce questo tipo di cose perché lo deconcentrano dal concerto..."
LA LETTERA DI RISPOLI A DE GREGORI
Rispoli, dopo l'episodio, ha deciso di scrivere una lettera indirizzata a De Gregori:
Sabato 16 aprile la fondazione Goldoni mi doveva consegnare una targa, un gesto che ripetono ogni anno prima di un evento in date vicine al 10 aprile per mantenere viva la memoria su una strage che ha visto perire bruciate nelle acque antistanti il porto di livorno 140 persone.
Io ho avuto negli anni stima per lei e per il suo percorso artistico “impegnato” la data scelta mi ha quindi fatto piacere perché avrei consegnato a lei (chiedendole di indossarla) e al Presidente della Fondazione Goldoni Marco Leone la maglietta #iosono141. Io non so se lei in questi anni ha sentito parlare di questa tragedia, sono passati 25 anni e forse la memoria si perde….
Lei però è un artista, dovrebbe conoscere tutto quello che le sta attorno, raccontare anche la vita quotidiana, le storie, quindi mi ha colpito molto e meravigliato il suo "no".
Vede noi ci battiamo da 25 anni per rivendicare il diritto alla giustizia, per sapere dopo processi farsa la Verità su quella Tragedia, lo facciamo per i nostri 140 congiunti ma anche e soprattutto perche un paese normale, in paese civile, non puo accettare silenzi e omertà, ecco perche la data scelta dalla Fondazione mi faceva piacere, De Gregori che canta le canzoni di un altro mito dell’impegno civile Dylan era il degno coronamenti di una settimana dedicata alla memoria.
Le sarà certo sfuggito che per la prima volta tutti i Tg e la stampa nazionale ha ricordato il 10 aprile il Moby prince, che il Senato sta lavorando sulla vicenda con un apposita Commissione d’inchiesta, e me ne dispiace, noi vorremmo che tutti conoscessero questa vicenda che non dimenticassero che ci sono state 140 vittime, che l’intera collettività a diritto a sapere perchè.
Lei giustamente pensa ad altro, anche io se potessi farei a meno di portare ogni giorno quella croce, mia sorella sarebbe qui con noi.
Lei col suo no ha impedito che si effettuasse un gesto simbolico importante, possibile che l’avrebbe deconcentrata ma magari anche lei come cittadino avrebbe partecipato al mantenimento della memoria collettiva, non è ripeto solo un gesto rituale la targa ma un impegno a non dimenticare.
Mi è caduto un mito, le ho voluto scrivere solo questo…."
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