Il Tirreno

Livorno

Inchiesta Aamps, Alessandro Cosimi: sono indagato. Il sindaco di Livorno Nogarin: io no

di Federico Lazzotti
Inchiesta Aamps, Alessandro Cosimi: sono indagato. Il sindaco di Livorno Nogarin: io no

Livorno, l’ex primo cittadino raggiunto dall’avviso di garanzia: «Notificato per posta». Una decina tra politici e dirigenti nel mirino

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’ex sindaco Pd Alessandro Cosimi ammette di essere indagato nella maxi inchiesta della Finanza sulle presunte irregolarità nella gestione di Aamps, l’azienda dei rifiuti controllata dal Comune di Livorno che ora a causa dei debiti è in attesa dell’ok dal tribunale al concordato preventivo. Nega, invece, di aver ricevuto un’informazione di garanzia l’attuale primo cittadino Filippo Nogarin (M5S): «Al sottoscritto non è stato recapitato alcun avviso», spiega in un lungo post sul proprio profilo Facebook.

Finisce con una nuova certezza: Cosimi indagato, tante indiscrezioni non confermate e una marea di dubbi, l’ennesima giornata in cui il cammino della giustizia fa tremare il mondo della politica e in particolare le ultime due giunte comunali, gli amministratori che hanno gestito i conti di Aamps dal 2012 ad oggi.

Bancarotta fraudolenta, peculato, falso in bilancio, abuso d’ufficio e indebita induzione a dare o promettere utilità: sono questi in generale le ipotesi di reato, differenti per ciascuna delle persone coinvolte, su cui lavorano da oltre un anno i pubblici ministeri Massimo Mannucci e Arianna Ciavattini. Otto il numero degli indagati fino a ieri, forse molti di più a ascoltare le ultime voci di corridoio.

Il battito d’ali di farfalla – padon il cinguettio romano – che ha scatenato l’urgano in città è stato il tweet del deputato del Pd Andrea Romano.  Alle 10,03 di sabato 16 aprile ha scritto: «Avviso di garanzia a sindaco Livorno #Nogarin e assessore bilancio: nel garantismo, ci dicano però cos’altro hanno combinato #malgoverno5S». A niente è poi servita la parziale retromarcia dell’onorevole.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12884400:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/02/02/news/aamps-indagato-anche-l-ex-direttore-generale-lorenzo-fommei-1.12884400]]

A Livorno si è scatenata immediatamente la caccia alla verifica sui presunti indagati fino al paradosso: il deputato per attaccare i Cinque Stelle ha messo in difficoltà l’ex primo cittadino che milita nel suo stesso partito. Anche perché fino a ieri, nonostante le ripetute acquisizioni di atti in via dell’Artigianato e in Comune dove i finanzieri il 5 aprile scorso hanno portato via, tra gli altri, perfino il pc dell’attuale sindaco, erano solo due i nomi degli indagati venuti fuori: quello dell’ex assessore al bilancio Valter Nebbiai e l’ex direttore generale di Aamps Lorenzo Fommei, entrambi nei guai solo per un presunto sconto sulla Tia all’azienda Fratelli Elia.

«La Procura ha inviato a tutti gli indagati nell’inchiesta Aamps un’informazione di garanzia tramite raccomandata postale». È iniziata così una serie di telefonate a tutti quei soggetti che proprio dodici giorni fa erano stati destinatari dell’ultima acquisizione di atti da parte del nucleo tributario della Finanza.  L’attuale assessore al bilancio Gianni Lemmetti ha ammesso una circostanza che lo ha insospettito: «Ho trovato un avviso di raccomandata nella posta, sono andato all'ufficio postale per ritirarla, ma mi hanno detto che sarà disponibile da lunedì mattina dopo le 10.30. Per quanto ne so potrebbe anche essere una multa».

Più vaghe le risposte degli altri protagonisti: l’ex amministratore di Aamps Enzo Chioini non dice nulla, il responsabile del Dipartimento economico del Comune, Nicola Falleni, spiega di non aver ricevuto alcunché. Impossibile, invece, parlare per tutto il giorno col capo della Protezione civile (ed ex numero uno dell’ambiente), Leonardo Gonnelli, e con l’ex amministratore unico di Aamps Angelo Rosi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13251916:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/04/06/news/inchiesta-aamps-le accuse-ombre-su-tre-bilanci-la-tia-e-il-milione-dalla-regione-1.13251916]]

L’ex sindaco Alessandro Cosimi, invece, non si tira indietro e conferma di aver ricevuto un’informazione di garanzia. «Prima di tutto, - afferma senza nascondere il dispiacere - tengo a sottolineare che ho assoluta fiducia nella magistratura. E che ho una altrettanto assoluta serenità rispetto all'operato di dieci anni alla guida di Palazzo Civico: possono esserci stati errori ma ho sempre mantenuto una linea di serietà e di attenzione ai limiti di quel che si può o non si può fare. Al tempo stesso confesso la mia amarezza perché ho la reputazione di essere una persona perbene e questa cosa mi fa star male».

Per l’ex direttore di Aamps Lorenzo Fommei, infine, parla il suo avvocato: «Nelle scorse settimane - ammette - ha ricevuto la visita della Finanza nella casa di Grosseto e nell’ufficio dove lavora, a Legnano, in provincia di Varese». È proprio dall’atto consegnato anche a Fommei che si è capito come l’inchiesta si fosse allargata fino alle ultime decisioni dell’amministrazione su Aamps: gli ultimi tre bilanci, l’assunzione di 33 precari, il siluramento dell’ultimo cda, per non parlare di come (non) sono stati usati i soldi della Regione per il porta a porta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web