Il Tirreno

Livorno

Aamps, i dipendenti riuniti in un comitato per lavoro e azienda

LIVORNO. Un comitato, apartitico e asindacale, per la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori di Aamps e per far conoscere alla città, aprendo un canale diretto di dialogo con i cittadini,...

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LIVORNO. Un comitato, apartitico e asindacale, per la difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori di Aamps e per far conoscere alla città, aprendo un canale diretto di dialogo con i cittadini, il valore di un'azienda patrimonio di tutti. Il comitato è nato l'8 marzo, come racconta il presidente Iurj Cantini, dal '92 in azienda, e oggi addetto all'impianto di inertizzazione dell'inceneritore, ma è stato presentato ieri nel bar di via dell'Artigianato, di fronte al termovalorizzatore.

«Vorremmo portare proposte, essere parte attiva perché ci sentiamo denigrati e attaccati ingiustamente da un'amministrazione che è stata sorda e anche impreparata nell'affrontare le problematiche dell'azienda», attacca Cantini. Il quale, poi, rimarca come il comitato sia nato senza colori e bandiere, con l'idea di supportare le parti sindacali, sociali e politiche che possano contribuire alla salvaguardia di Aamps, dei suoi posti di lavoro e quelli dell'indotto. «Livorno non può permettersi di perdere un solo posto - ha aggiunto il presidente - anzi deve cercare di crearne di nuovi». Un comitato che serva per «colmare il solco che la propaganda politica ha creato tra cittadini e lavoratori» e che metta in condivisione le problematiche e le difficoltà per poter offrire un servizio migliore alla città.

«Il comitato nasce perché avevamo bisogno di e confrontarci», precisa la vicepresidente Catia Mazzanti, anche lei da 30 anni in Aamps, «non siamo un carrozzone e non siamo vagabondi, ma siamo pronti a collaborare con tutti coloro che ci aiutino a proteggere i posti di lavoro e un'azienda che sia sempre più al passo con i tempi».

Tra il pubblico c'è tutta l'opposizione. Da Valiani (Lbc) che parla di «bloccare l'abominio creato dalla giunta Nogarin», a Caruso (Pd) che insiste sul «problema» del concordato, mentre per Amato (Fi) il sindaco ha avuto il solo merito di unire Centrodestra e Centrosinistra. «Le premesse di chi è andato a governare erano la difesa delle aziende pubbliche e dei lavoratori, hanno fatto il contrario», dice Cannito (Città Diversa). Tra i lavoratori dell'indotto Simone Giannelli, ex Pegaso, racconta quanto sia duro andare avanti senza stipendio da 4 mesi, e propone, sponsorizzato da Mazzacca (Ll), di istituire un fondo per i lavoratori che si trovano in difficoltà.

Enrico Paradisi

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