Gioco
Da Livorno a Pontedera, l'imprenditore che ha fatto successo con il wake board nel lago
Livorno, Alberto Mantovani, 54 anni, ha trovato al parco Braccini la sua California: vorrei aprire agli studenti
LIVORNO. Il silenzio è rotto solamente dal fruscìo della vegetazione e dallo starnazzare delle papere. E pensare che a poche centinaia di metri di distanza c'è il cuore della città: code, semafori e clacson. Il fascino del lago Braccini negli ultimi anni ha fatto colpo su parecchi. Primo fra tutti Daniele Bini, imprenditore che ha aperto un ristorante e un bagno sulle rive del più grande dei tre laghi che portano il nome della famiglia che sotto a quelle acque estraeva materiali per la fabbricazione di mattoni.
A lui nell'agosto del 2012 si è unito Alberto Mantovani, livornese, che con un budget tutt'altro che faraonico è riuscito a mettere in piedi una realtà che oggi conta 400 iscritti e un'ampia varietà di attrazioni.
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Il Wake Park di Pontedera in quattro anni ha sfondato i confini provinciali andando a catturare l'attenzione di campioni di sport acquatici e appassionati di tutta Italia. E ora è pronto ad ampliare l'offerta per i clienti.
«Ho iniziato investendo 60mila euro per l'impianto destinato al wakeboard e ogni anno definisco, potenzio e perfeziono un angolo del parco per renderlo più funzionale e divertente», spiega Mantovani seduto all'interno della casina in legno che usa come magazzino per l'attrezzatura e ufficio personale. Per dodici anni si è divertito a salire sulla tavola dea wind-surf solcando mari e laghi d'Italia e non solo. Poi, un giorno all'Idroscalo di Milano, l'idea che lo ha portato a Pontedera. «All'Idroscalo c'è un impianto per il wakeboard - racconta il 54enne gestore del parco acquatico pontederese - che però può essere realizzato anche in forma ridotta con costi, ovviamente, minori». Il wake board è una disciplina che può essere praticata in mare, facendosi trascinare da una barca e scivolando sull'acqua grazie a una tavola simile a quella da snowboard, oppure nei laghi, aggrappandosi a un sostegno collegato a un cavo in acciaio che a sua volta scorre su un altro cavo, sospeso tra due postazioni simili a delle piccole torri metalliche.
Mantovani per l'estate 2016 ha una novità che guarda ai bambini e alle famiglie: «Sto cercando di chiudere la trattativa per portare sul lago due piccole barche a vela che potrebbero essere utilizzate per gite e corsi». La stagione deve prendere ancora il via al Wake Par , che per ora apre i battenti a giorni alterni o su prenotazione. L'iscrizione costa dieci euro e per praticare le diverse discipline esistono più pacchetti a seconda delle esigenze. Mantovani inoltre fa il punto sulla qualità dell'acqua del lago Braccini, finita nel mirino delle critiche negli anni scorsi: «A Pontedera c'è il lago con wakeboard con l'acqua più pulita. Bologna e Ravenna hanno un'acqua peggiore perché il fondale è più basso, al Braccini invece si raggiungono i trenta metri di profondità». Infine Mantovani svela il suo sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe portare il wakeboard nelle scuole, con lezioni pratiche al lago a inizio autunno e primavera. I bambini che sono già saliti sulla tavola si sono divertiti un sacco».
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