Gioco
La “tassa” sulla Ztl e la Zsc costerà 160 euro a famiglia
Opposizioni all’attacco sul tagliando a pagamento che coinvolgerà 30mila livornesi ma per il M5s è un modo per «uscire dal provincialismo» e favorire l’uso dell’autobus
LIVORNO. Per le opposizioni di fatto sarà una nuova tassa, un modo per far quadrare i conti ora che la Legge di Stabilità impedisce ai Comuni di aumentare la pressione fiscale. Per i 5 Stelle sarà invece il primo passo di una rivoluzione della mobilità e un modo – per dirla alla Marchetti – di «uscire dal provincialismo». Sta di fatto che da luglio, tempi tecnici permettendo, i contrassegni per parcheggiare nelle Ztl e nelle Zsc diventeranno a pagamento, anche per i residenti: 60 euro per la prima auto, 100 per la seconda e 150 per la terza, prevedendo però in via sperimentale una tariffa dimezzata per il primo anno. A questo si aggiungerà un aumento per i permessi in deroga, che passeranno a 150 euro.
Tradotto: i 28.000-30.000 livornesi (dato riferito ieri dall'assessore Giuseppe Vece) che oggi hanno in auto lettera o pass dovranno rivedere i conti. A regime, nelle Ztl e Zsc, per una famiglia con due auto, il costo in più all’anno sarà di 160 euro (sempre che non si decida di rivedere le tariffe previste nella delibera 65).
La discussione ieri è arrivata in consiglio insieme alle 656 firme che un residente della Venezia, Sergio Sturla, ha raccolto in centro per chiedere al Comune di ripensarci. Firme che vanno ad aggiungersi alle oltre 900 adesioni alla petizione lanciata da Laura Puglia su change.org.
«Ma è una misura che tende a scoraggiare l'uso del mezzo privato a favore di quello pubblico», esordisce Vece invitando tutti ad aspettare «prima di dare un giudizio», che entri in vigore «il pacchetto completo» che sarà proposto in tema di mobilità. Tra l'altro, chiosa, «è una misura già adottata in tutta la Toscana, i tagliandi gratis forse sono rimasti solo a Livorno…».
«Assessore mi dispiace, ma forse l'hanno fregata...», lo incalza Pietro Caruso (Pd): «La stessa decisione di giunta del 4 febbraio diceva che proprio grazie alle somme che entreranno con i taliandi (1.150.000 euro il primo anno, 2,3 milioni a regime) e aumentando la leva delle entrate, sarà possibile chiudere in pareggio il bilancio. L'intenzione era solo di mettere una tassa». Di «mera misura per far quadrare i conti che poco ha a che vedere con la mobilità» parla anche Ciampini. «Qui si va di fatto contro la Legge di Stabilità», dice. A tal proposito il Pd ha presentato un atto ("no alla tassa sul centro città"), che è stato bocciato, per chiedere di abolire la delibera che ha determinato le nuove tariffe.
La manovra, per come è stata presentata, è stata criticata un po’ da tutte le opposizioni. «È una tassa senza avere in cambio servizi, questa è la verità», dice Marco Valiani (Lbc). Anche Elisa Amato (Fi) parla di «tassa iniqua che va a colpire in maniera chirurgica solo una parte della cittadinanza». Un «balzello che andrà a colpire il lavoro quotidiano». «Per i residenti – usa queste parole – parcheggiare vicino casa è un diritto inalienabile che deve restare gratuito».
«Non ci sono pregiudiziali sul tema della mobilità, ben vengano le rivoluzioni – mette in chiaro Marco Cannito (Cd) - ma sono contrario alla politica dei due forni: per la serie, intanto facciamo pagare, poi si vedrà…». Cannito ha proposto un emendamento al bilancio, poi non passato, per garantire la «completa gratuità per la prima auto dei residenti in tutte le Ztl e le Zsc».
Nel corso del dibattito tornano a galla la decisione di mettere le strisce blu a Colline e di trasformare le Zsc in aree free per i residenti e in zone blu per i non residenti, partendo già dall' estate con le soste a pagamento sul viale Italia.
Tra i pentastellati a disegnare il cambio di passo è Edoardo Marchetti, che citando un giornalista esperto di mobilità sostenibile dice che sul fronte del traffico «la storiella del prima devo creare una valida alternativa non regge più». Così sdogana le tariffe spinte, le aree pedonali, la cancellazione di parcheggi in alcune aree. «Usciamo dal provincialismo - ripete – la mobilità è una delle cose più sperimentali che ci sono, come sperimentali sono le Zsc blu». Guardando alle lettere, fa notare che «le autorimesse in centro sono spesso usate per altri fini» e si augura che ci sia una sorta di «rivolta fiscale», ovvero che «chi ha un posto auto privato o un garage che oggi usa in altro modo tanto può avere la lettera gratis, non prenda più il tagliando: se diminuiranno le lettere avremo un aumento di posti disponibili, oggi in deficit». Poi mette sul tavolo il parcheggio Libertà: «Da lì passano sei corse dei bus all'ora, eppure non lo usa nessuno. Quindi il problema non è favorire un'alternativa, ma scoraggiare il parcheggio in centro».
«Non la mettiamo su questo piano, come una lotta tra ecologisti e non – gli risponde Giovanna Cepparello (Bl) – io sono assolutamente d'accordo con lo scoraggiare l'uso dell'auto. Il punto è che questo provvedimento non lo fa, è solo una manovra di bilancio». Cepparello ricorda che «in altre città per il pagamento del contrassegno si valutano anche Isee e tipo di auto».
Da Alessandro Mazzacca e Giuseppe Grillotti (Ll) arriva un’altra proposta: «Togliere la misura dal bilancio di previsione e sfruttare l'occasione per sperimentare il bilancio partecipato, in modo da condividere la scelta con i cittadini, valutando come spendere gli incassi».
Juna Goti
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