Il Tirreno

Livorno

Bimbo autistico escluso dalla gita, l'ispettrice scolastica incontra preside e genitori

di Francesca Suggi
Bimbo autistico escluso dalla gita, l'ispettrice scolastica incontra preside e genitori

Livorno,  Fasano: sono qui per fare ordine e chiarezza rispetto alla vicenda di Giulio. La rabbia di alcune insegnanti di sostegno: dimenticanza inammissibile nel nostro lavoro

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LIVORNO. "Sono oggi qui per far luce sulla vicenda e fare ordine e chiarezza su quello che è accaduto". Paola Fasano è l'ispettrice scolastica inviata dal Miur per capire che cosa sia accaduto a Giulio, il bambino autistico "escluso" dalla gita, all'insaputa della famiglia. Sono le 14 di venerdì 15 aprile: la porta di casa dei genitori è aperta per lei arrivata per ascoltarli ed approfondire lo spiacevole episodio che ha fatto il giro di tutta Italia. Dall'altra parte la preside, che parla di equivoco. Di difetto di comunicazione, ma sottolinea "che la mia è una scuola dell'inclusione, abbiamo Giulio da anni, non abbiamo mai avuto problemi: è vero, la mamma di Giulio è stata avvisata la mattina stessa, se si è sentita messa da parte  poteva venire da me visto che abbiamo ottimi rapporti. Se c'è stato un difetto di comunicazione ci saremmo spiegate".

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LA VISITA DELL'ISPETTRICE SCOLASTICA

L'ufficio scolastico regionale, sulla spinta del Ministero dell'Istruzione, ha mandato Fasano per capire nei dettagli che cosa sia successo la mattina del 12 aprile nell'istituto frequentato da Giulio. Il bambino viene accompagnato da mamma in classe e là si ritrova solo, insieme all'insegnante di sostegno. Tutti i suoi compagni sono in gita a Larderello e lui no. Sandra Biasci, infatti, viene avvisata dell'escursione la mattina stessa, dall'insegnante di sostegno che si scusa per la dimenticanza. E' direttamente l'associazione Autismo Livorno Onlus a rendere pubblico il fatto con un post sulla sua pagina Facebook dove si racconta l'accaduto. In prima persona. Come se fosse Giulio a raccontarlo. "Mi chiamo Giulio sono affetto da autismo, ma anche da "altro". La mia classe oggi è in gita e io no". In un batter d'occhio si scatena un abbraccio virtuale, via etere, con tante persone che postano la propria immagina con la scritta "Io sono Giulio". Lo stesso premier Matteo Renzi fa arrivare un messaggio di solidarietà alla famiglia. Così la Cgil, ufficio disabilità e l'Unitalsi Toscana. E il Miur invia un ispettore per verificare l'accaduto. Prima di far visita alla famiglia di Giulio, l'ispettrice ha incontrato la preside della scuola. L'obiettivo è capire se si tratta di una vicenda che possa avere ripercussioni ed eventuali provvedimenti disciplinari presi dall'Ufficio scolastico. "Fare ordine e chiarezza", lo ripete Fasano prima di entrara in casa di Giulio.

LA SOLIDARIETA' DEI COMPAGNI DI SCUOLA

"No alla discriminazione". Sempre la mattina di oggi, venerdì 15 aprile, spunta uno striscione davanti alla scuola. Sono parole di supporto e solidarietà da parte di una classe dell'istituto frequentato da Giulio. Tutti i compagni si identificano in lui. Giulio. Il bambino autistico che in neppure due giorni ha fatto il giro d'Italia con la sua storia. Lui, lo studente "dimenticato". Lui, il ragazzino "escluso" dalla gita: tutti i suoi amici di classe sono a Larderello, per una giornata di festa nei boschi dell'Alta Valdicecina e lui si ritrova in classe da solo. Con l'insegnante di sostegno che si scusa con mamma Sandra per essersi dimenticata di comunicare alla famiglia dell'escursione in programma. Sono alcuni genitori ad aver appeso lo striscione, segno di vicinanza. Noi siamo con Giulio.

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UNA DIMENTICANZA INAMMISSIBILE

La storia scuote le coscienze anche di tante insegnanti che da anni operano e lavorano in simbiosi con bambini disabili e autistici. "Ci preme dire che non bisogna puntare il dito contro tutto il sistema scolastico, perché sono tante le insegnanti che lavorano bene", premette Milva Brilli, ex insegnante di sostegno di Giulio e da anni in forza alla Stella Maris, sempre come insegnante. L'errore che c'è stato, secondo Brilli e le colleghe  Giuseppina Munafò e Donatella Misurata, è inammissibile per chi fa questo lavoro: "Si tratta di un grave errore di comunicazione che non può passare banalmente come una dimenticanza: il nostro lavoro non ci consente di fare questi sbagli perché si vanno a ledere dei diritti,  soprattutto quando si ha a che fare con bambini autistici, dove tutto si basa proprio sulla comunicazione e sulle relazioni", sottolineano. L' insegnante, con 25 anni di attività alle spalle, ci tiene a dire che il suo lavoro è una missione: "E' fondamentale per i bambini autistici sapere sempre quello che faranno o che troveranno, se subiscono alterazioni si verifica uno sgretolamento emotivo". E aggiungono: "La scuola ha mancato di inclusione e di integrazione: oggi è capitato a Giulio, domani potrebbe capitare a qualcun'altro. Non è ammissibile. La comunicazione sta alla base, sia con il bambino, sia con la famiglia, soprattutto anche perché spesso questi bambini non parlano".

 

 

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