Il Tirreno

Livorno

Sequestro di scooter senza assicurazione in via Sant’Andrea

Sequestro di scooter senza assicurazione in via Sant’Andrea

Livorno, la finanza ha portato via con il carroattrezzi dieci mezzi. La reazione del parroco don Medori: "Sono venuti a colpo sicuro, voglio capire". Ma i militari hanno fatto solo il loro dovere

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LIVORNO. Arrivano intorno alle 11.30 di mercoledì13 aprile, chiudono l'accesso alle auto in via Sant' Andrea e ordinano ai due carroattrezzi al seguito di rimuovere una decina di scooter. Tutti senza assicurazione. Un'operazione di prevenzione che merita di essere elogiata quelle delle fiamme gialle, visto che i mezzi sprovvisti di assicurazione rappresentano un serio pericolo per la circolazione. Eppure, l'intervento avvenuto proprio davanti alla chiesa, non convince - chissà perchè -  don Medori, il parroco di Sant'Andrea. «Loro sono venuti qua a colpo sicuro, sapevano già quali mezzi dovevano far portare via: sinceramente la loro operazione mi lascia perplesso e oggi andrò al comando per parlare con i vertici e capire il perché di tutto ciò», il paladino del quartiere, colui che si prende cura dei suoi parrocchiani e non solo, tuona contro l'operazione della finanza di Livorno. Ma anche se i militari sono venuti a colpo sicuro, qual è il problema? La prevenzione viene prima di tutto. Ma don Medori va avanti.

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«Indubbiamente i mezzi senza assicurazione non devono circolare per ragioni di sicurezza e codice della strada, e chi non li mette in regola deve essere punito, ma c'è modo e modo». E rincara: «Mi chiedo però, come è che sono venuti proprio qui in via Sant'Andrea e poi abbiano fatto rimuovere solo un mezzo nella traversa di via Magagnini. E' un po' una cattiveria».

Don Medori guarda al periodo che stiamo vivendo. A persone che, magari, hanno solo un mezzo per circolare e con cui vanno al lavoro. E adesso quel mezzo non c'è più. «Si tratta di mille euro, tra sanzione e soldi da versare per recuperare il mezzo: un'esagerazione che non tutti potranno pagare. Io contesto questo, l'esagerazione. Con tutti i disoccupati che ci sono in città, magari prima potevano avvertirli invece di venire e far portare via tutto. E poi queste cifre». Don Medori, però, forse non pensa che circolando con un mezzo sprovvisto di assicurazione si creano situazioni di gravissimo rischio.

Poi, ovviamente, ci sono situazioni il giovane Raffaele è tra quelli a cui hanno portato via lo scooter. «Il mezzo era intestato a mia nonna, che è morta da poco e non abbiamo ancora fatto il passaggio. Sicuramente non potrò permettermi di pagare mille euro per recuperarlo», si foga il giovane andato a chiedere aiuto a don Medori.

I finanzieri, secondo quanto racconta il parroco, sono arrivati intorno alle 11.30. E per un'ora hanno chiuso la strada, facendo deviare il traffico altrove, proprio per consentire ai carroattrezzi di rimuovere i mezzi a due ruote. «Erano a bordo di una macchina, in quattro, tutti in borghese ed erano seguiti da due carroattrezzi. Sono sceso anche a parlare con loro per contestare l'atteggiamento che avevano», chiude con l'impegno che oggi andrà al comando delle fiamme gialle per avere chiarimenti. Ma la Guardia di finanza ha fatto solo il suo dovere.

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di Redazione web