Lutto
Nogarin dà l’altolà alla riforma
«Sì a una tassa sugli sbarchi, altrimenti ok a dazi su merci e passeggeri»
LIVORNO. Al sindaco Filippo Nogarin non piace né poco né punto la riforma portuale che il governo sta varando: «Va nella direzione sbagliata», lo dice anche come presidente della Commissione Città Portuali di Anci, l'organizzazione che raggruppa i Comuni, dopo aver partecipato a Roma all'assemblea di Confetra, l'organizzazione che raggruppa oltre 30mila imprese di trasporto.
«Se non ci sarà un'inversione di rotta, con un maggior coinvolgimento dei Comuni, saremo costretti a prendere provvedimenti severi»: parola di Nogarin. Il sindaco M5S se la prende con il fatto che la riforma cambia l'iter di nomina dei vertici delle Autorità Portuali: niente più designazione delle “rose” di nomi da parte delle istituzioni locali sulle quali ministro e governatore devono trovare un'intesa, la nomina sarà «appannaggio solo del ministero delle infrastrutture e delle Regioni, e questo non è ammissibile».
Nogarin ricorda che le Authority già ora «operano senza rendere minimamente conto ai sindaci» eppure le loro decisioni «hanno poi ricadute dirette sulle città e sull'occupazione». A tal riguardo, Nogarin cita come «esempio lampante» a Livorno il fatto che l’Authority abbia deciso dall'oggi al domani di «chiudere un posteggio da 120 posti che veniva utilizzato, a pagamento, prevalentemente dai livornesi».
Nogarin segnala la richiesta di introdurre «una tassa portuale sugli sbarchi, sulla falsa riga di quella che già è prevista nelle città aeroportuali». E dice che a Livorno si potrebbe «valutare la possibilità di imporre dazi sulle merci e i passeggeri in ingresso al porto».
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