La protesta
Mai stato trovato il coltello
In 68 giorni di indagine l’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Dall’autopsia svolta due giorni dopo l’omicidio sul corpo di Zviadi Khurtsidze, il cittadino georgiano ucciso...
In 68 giorni di indagine l’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Dall’autopsia svolta due giorni dopo l’omicidio sul corpo di Zviadi Khurtsidze, il cittadino georgiano ucciso la notte del 6 febbraio scorso all’incrocio tra via roma e via Vannucci, è stato possibile accertare che ad uccidere il quarantenne sia stato un coltello con una lama di circa quindici centimetri. Due i fendenti con cui l’assassino ha colpito la vittima. Il primo molto probabilmente sferrato mentre si trovava alle spalle, il secondo, quello letale, di fianco. Una coltellata - ha spiegato il medico legale - che è arrivata al cuore. L’assassino dove ha gettato l’arma? Possibile che l’abbia gettata nelle vicinanze? Difficile visto che gli inquirenti hanno controllato ogni cassonetto della spazzatura intorno a via Roma e sequestrato diversi coltelli a casa dell’indagato senza trovarne uno compatibile con l’arma del delitto. È evidente che non avere il coltello che ha ucciso potrebbe essere un limite di tutto l’impianto accusatorio. L’altro punto debole, che potrebbe sopperire all’assenza dell’arma del delitto, riguarda la certezza di poter affermare che l’indagato fosse nella zona di via Roma all’ora dell’omicidio. Pare però che il cellulare dell’ex militare in quelle ore agganciasse un’altra cella.
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