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Livorno

Donne picchiate e rapinate, arrestati due giovani

Donne picchiate e rapinate, arrestati due giovani

Livorno, i malviventi incastrati dalle telecamere

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LIVORNO. Donne picchiate e rapinate nel giro di pochi giorni, due arresti. Sono finiti in manette, uno con l'accusa di rapina aggravata ed entrambi anche per ricettazione in concorso due giovani. Si tratta rispettivamente di Persejo Emrula di 21 anni, nato a Foligno e di Ibraimov Djengis di 20 anni, nato in Macedonia: tutti i due sono domiciliati a Livorno e disoccupati. L'arresto è stato effettuato mercoledì 13 aprile dagli agenti della squadra mobile: i due erano già conosciuti alle forze dellordine. Entrambi sono  gravemente indiziati del reato di ricettazione, mentre Emrula di rapina aggravata.

Le due donne rapinate.  Il 7 aprile scorso la signora Maristella stava andando in via Ricci, passando da via Vinci. Intorno alle 17.15 sente dei passi veloci provenire  alle sue spalle, e subito dopo viene aggredita da dietro e gettata per terra. Caduta a terra, vede scappare una persona, le sembra un uomo. L’aggressore dopo averla gettata a terra la colpisce selvaggiamente con calci in varie parti del corpo. Dapprima la donna non accorge di essere stata rapinata della collana che porta al collo, e solo successivamente un signore intervenuto in suo soccorso le fa notare che perde sangue dal collo. In sede di denuncia la vittima afferma che le è stata rubato un girocollo piatto di oro giallo: aveva delle maglie intrecciate, non aveva ciondoli, valeva qualche migliaio di euro. Subito dopo la polizia acquisisce le telecamere di videosorveglianza di un’abitazione privata della vicina via Sgarallino che riprende non solo l'aggressione ma anche chiaramente l’auto utilizzata dai rapinatori, la targa, nonchè il volto, con i tratti del viso ben delineati, del guidatore. L’auto era una Ford Fusion. Acquisiti i primi elementi di indagine, vengono diramate le ricerche dell’auto; tuttavia, dai primi accertamenti il mezzo non risulta provento di furto; le investigazioni pertanto, si orientano verso la proprietaria dell’auto e i suoi più stretti parenti. Le prime verifiche consentono di accertare che, in realtà, l’auto è stata lasciata regolarmente parcheggiata, mesi or sono, dalla proprietaria - Alba Tamburi-  nella sua abitazione in Capannori (LU) via di Paganico,76; la donna, infatti, si è temporaneamente trasferita in Conversano, Bari, per ragioni di lavoro e  aveva lasciato l’auto, gravata da un fermo amministrativo di “Equitalia”, nel parcheggio della sua abitazione.  Contattata telefonicamente e informata dei fatti Tamburi si reca alla stazione dei carabinieri di Conversano a sporgere denuncia di furto dell’auto nella giornata dell’11 aprile scorso.  Nel pomeriggio di ieri l’auto viene scorta sul viale Italia da personale della squadra mobile che, libero dal servizio, nota l’auto procedere a scatti: dapprima, lentamente come a voler individuare una potenziale vittima, poi più velocemente per spostarsi da un luogo ad un altro del lungomare di Livorno. Il conducente procede con manovre azzardate e prima che questa potesse chiamare rinforzi si allontana facendo perdere le proprie tracce. I successivi tentativi di rintracciare l’auto, nonostante l’impegno profuso dal personale impiegato risultava vani. Vengono, comunque, scorti i tratti somatici del passeggero dell’auto, che poi riconoscerà in  Emrula.

Nel tardo pomeriggio di ieri, 13 aprile, peraltro, viene rapinata un'altra donna, la signora Rossana; la vittima in sede di denuncia dichiara di non essere in grado di riconoscere l’autore del misfatto. Presupponendo che l’auto e il suo equipaggio potesse compiere altri fatti reato della stessa specie viene predisposto uno specifico servizio di polizia giudiziaria. Alle 14.30 circa gli  agenti di rintracciano l’auto in viale di Antignano all’intersezione con via delle Fornaci e, immediatamente, chiedono ausilio di altro uomini impegnati in servizio antirapina. Il conducente dell’auto mantiene un’andatura irregolare ora rallentando, come per cercare una vittima da colpire, ora accelerando per spostarsi da una zona all’altra della città. L’auto dal viale di Antignano giunge, passando per il viale Italia, via dei Pensieri, viale Marconi, fino a viale Libertà all’intersezione con viale Mameli. A questo punto, il personale decide di intervenire, considerato anche che  il quartiere Fabbricotti nel pomeriggio si popola di donne, giovani e meno giovani, potenziali vittime di rapina. Sull’auto vengono trovati due giovani poi identificati per gli indagati.

I due giovani nei guai. I due vengono accompagnati in questura dove vengono sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, poiché ritenuti responsabili del reato di ricettazione in concorso dell’autovettura Ford Fusion rubata alla signra Tamburi. La presenza dei due indagati a bordo dell’auto all’atto del controllo è prova diretta del reato di ricettazione. Peraltro, che l’auto fosse in possesso di Emrula appare dimostrato anche dal fotogramma tratto dall’impianto di videosorveglianza del fastfood Burger King che riprende l’auto con a bordo i due indagati. I filmati del fastfood vengono acquisiti poiché all’atto della perquisizione della vettura personale di polizia rinviene uno scontrino di acquisto con la data di ieri che riporta l’ora 20.45 (lo scontrino è oggetto di sequestro).

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