Il Tirreno

Livorno

Incompatibilità, i consiglieri si autoassolvono: clima da caccia alle streghe

di Juna Goti
Incompatibilità, i consiglieri si autoassolvono: clima da caccia alle streghe

Livorno, veleni in Municipio: De Filicaia: metodi mafiosi e fascisti, fuori i nomi dei responsabili. Batini: mi scuso per aver messo a repentaglio l’amministrazione. Valiani chiede l’autosospensione

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LIVORNO. «Pretendo di sapere chi si è permesso di fare tutto questo, perché a Livorno certi metodi mafiosi e fascisti non si sono mai visti...». L’ex segretario del Pd, Jari De Filicaia, sbotta al microfono. E ad applaudirlo sono gli stessi consiglieri del M5S seduti dall’altra parte della barricata politica. Ieri mattina si aperto così, in consiglio comunale, un tesissimo dibattito sulle presunte cause di incompatibilità di cinque consiglieri finiti al centro di lettere anonime e verifiche della macchina amministrativa per multe e tributi non pagati. Per quattro di questi – De Filicaia (Pd), Sarasi (M5S), Batini (M5S) e Grillotti (Ll) – sono in corso anche accertamenti della procura con l’ipotesi che abbiamo dichiarato il falso quando hanno preso posto in consiglio.

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Ieri, 13 aprile, a turno i consiglieri hanno puntato il dito contro un «sistema», un «clima» da caccia alle streghe, che si sarebbe venuto a creare fuori e dentro il municipio. «Piano piano – attacca De Filicaia – la nebbia si sta diradando, rimane l’ipotesi che qualcuno abbia messo in piedi un percorso per mettere in difficoltà qualcun altro». «Esiste una compagnia degli onesti – affonda – che fanno i moralisti, che fanno le bucce, che tirano in ballo singolarmente le persone». «Io non mi vergogno a dire che avevo delle multe da pagare», ma «tutto quello che ho fatto l’ho fatto in buona fede, non pensando che un giorno avrebbe potuto farmi venire qui a discutere di questo, anziché dei problemi della città». De Filicaia parla di «azioni mosse da motivi personali», dice che «qui di politica non c’è niente», che «quando si arriva a un livello così basso bisogna riflettere tutti», perché «si è venuto a creare un sistema di paura, di continua ricerca di illeciti» e per questo «faccio un appunto anche a chi amministra».

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Ha scritto al presidente del consiglio, Daniele Esposito, chiedendo di fare una «ispezione» perché «credo che qualcuno, anticipatamente, abbia fatto una ricerca approfondita sui consiglieri, sulle situazioni finanziarie, tributarie» e «siccome esiste una tracciabilità, pretendo di sapere chi l’ha fatto», «mosso da un obiettivo politico scadente». «Questa – sbotta – non è politica, vuol dire essere forcaioli. Io in questa città ci vivo, e che debba ritrovare scritto che ho multe da pagare e che quasi quasi sono un ladro perché vengo qui e mi arricchisco, quando invece, tanto per essere chiari, prendo cento euro di gettoni al mese...». «La mia posizione – conclude – l’ho sanata». Aveva circa 2.000 euro di multe per divieto di sosta. «Ora ripeto che voglio sapere chi si è permesso di guardare la mia situazione e perché: nemmeno a un lavoratore che ruba mi sarei permesso di dire che deve andare a casa, ma gli infami sono un’altra cosa. Il presidente relazioni con nomi e cognomi, se di trasparenza si vuole parlare, si faccia fino in fondo...».

Esposito fa subito sapere che «l’iter è già cominciato». Così ora è caccia alle streghe incrociata. Mentre anche il 5 Stelle Edoardo Marchetti, dopo aver espresso «solidarietà a tutti» per quello che definisce «attacco vergognoso» in «un clima che si è generato da pochi mesi», dice che «se questa città non prende le dovute precauzioni scivola in un brodo mafioso».

È chiaro che il clima tra gli stessi consiglieri è teso. E si palesa quando interviene l’ex grillino Marco Valiani (Lbm), l’unico a chiedere che i diretti interessati «si autosospendano» prima di votare il bilancio. «Quando abbiamo firmato per fare i consiglieri – sottolinea – sapevamo a cosa andavamo incontro, non si può votare il bilancio della città con una macchia del genere, fate un atto di responsabilità, qui si va al di là dei problemi personali». Grillotti (Ll), riprendendo il parere del segretario, gli risponde che «siamo legittimati a partecipare al consiglio e a votare anche il bilancio, risponderò con le controdeduzioni». Batini, che applaude De Filicaia, invece dà a Valiani del «Robinhood». «Le cose da nascondere – dice – sono ben altre, non multe rateizzate che comunque saranno pagate. Ringrazio la mia famiglia e i miei amici perché in questo momento economico non facile stanno facendo sacrifici per aiutarmi, mi fa schifo vedere che qualcuno gode». E «chiedo scusa per aver messo a repentaglio l’amministrazione per una cosa che ho sottovalutato. Ho rateizzato, pago 188 euro al mese e non mi vergogno, si deve vergognare chi manda lettere anonime». Lettere che, rivela Andrea Raspanti (Bl), da qualche tempo arrivano anche a casa dei consiglieri: «Ho chiesto al segretario di segnalarlo a chi di dovere...».

 

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