Gioco
Sarà il consiglio a votare sulla decadenza dei quattro
Stamani gli uffici consegneranno una relazione sull’incompatibilità dei consiglieri Sarais (M5s) salda il debito, Batini: «Non mi sospendo», De Filicaia (Pd): «Ho risolto»
LIVORNO. Viaggia su due binari paralleli il caso dei consiglieri comunali Batini e Sarais (M5s), De Filicaia (Pd) e Grillotti (eletto nell’M5s ma passato all’opposizione), che alle amministrative 2014 si sarebbero trovati in una situazione di incompatibilità con l’elezione. Da un lato c’è la partita amministrativa, dall’altro l’indagine penale raccontata ieri in anteprima dal Tirreno. Da un lato potrebbe esserci un’eventuale decadenza dalla carica, dall’altro un’ipotesi di reato per falso ideologico in un atto equiparato a un atto pubblico. Da un lato c’è la possibilità da parte dei quattro di sanare la propria posizione e tornare compatibili (Sarais l’ha già fatto), dall’altro tutti e quattro dovranno comunque rispondere di una leggerezza che potrebbe costargli caro dal punto di vista giudiziario.
TASK FORCE IN COMUNE. Sul fronte amministrativo proprio ieri mattina si è riunito in Comune un gruppo di lavoro formato dal segretario generale Ascione, dalla sua vice Launaro e dall’avvocato Macchia. I tre hanno analizzato con attenzione le situazioni emerse dai controlli effettuati dall’ufficio tributi in merito a morosità dei consiglieri nei confronti del Comune e dall’avvocatura civica per eventuali contenziosi legali. Stamani sarà consegnata una relazione in cui saranno chiarite le posizioni dei quattro consiglieri.
SARAIS HA SANATO. In realtà uno dei quattro, Valter Sarais, a quanto risulta ha sanato la sua posizione e dunque sarebbe stato depennato dalla lista. «Le cause di incompatibità possono essere rimosse, chi paga o chi rinuncia alla causa in corso, è a posto», spiega il segretario generale Ascione.
Anche gli altri consiglieri potranno dunque rimuovere i motivi di incompatibilità e a quel punto si troverebbero a ricoprire legittimamente la loro carica. «Risulta che siano stati fatti altri pagamenti - sottolinea Ascione -. Verificheremo».
Il riferimento del segretario dovrebbe essere a Jari De Filicaia, che ieri mattina - come aveva annunciato al Tirreno - ha annunciato di aver pagato circa duemila euro di multe arretrate. «Ho pagato tutto», diceva il consigliere Pd attorno alle 11 uscendo dal Comune.
DECIDE IL CONSIGLIO COMUNALE. Quando le varie posizioni saranno chiarite, gli atti verranno passati al consiglio comunale che è l’organo incaricato a decretare l’eventuale decadenza dei consiglieri. «Non si tratta di una scelta politica - puntualizza Ascione - ma di una deliberazione tecnica. Il consiglio in caso di sussistenza di una causa di incompatibilità è obbligato a pronunciare la decadenza, non ha scelte».
TRE IN BALLO. Ad oggi, dunque, le posizioni da chiarire restano tre: Batini, De Filicaia e Grillotti. I primi due per multe arretrate non pagate, Grillotti per una lite pendente con l’amministrazione per alcune aree Peep. Se De Filicaia ha dichiarato di aver saldato proprio ieri, Batini ha una rateizzazione in corso con Equitalia e ciò dovrebbe metterlo al riparo. Per quanto riguarda Grillotti la questione è diversa - non trattandosi di morosità -, ma l’ex grillino ha dichiarato di aver risolto il problema anni fa.
NESSUN SUBENTRO. Insomma, alla fine, la soluzione più probabile è che il caso, dal punto di vista amministrativo, rientri. Salterebbero dunque i subentri in casa Cinque Stelle di Francesca Sittinieri (compagna di Valiani), Donato Angerame e Anna Mainardi (compagna di Nogarin), né nelle file Pd di Simonetta Pampaloni.
I GRILLINI: NON CI AUTOSOSPENDIAMO. In una nota i grillini Batini e Sarais ieri hanno sottolineato che «non c'è alcuna incompatibilità, non abbiamo intenzione di autosospenderci dalla carica di consiglieri comunali solo per aver pagato alcune multe in ritardo».
«E' vero - ammette Sarais - al momento della mia elezioni avevo un debito di 250 euro con Aamps per una rata della Tia non pagata che risale al 2008 e che riguarda lo studio di geometra che allora avevo in piazza Cavour. Nel 2014, quando sono stato eletto, però, avevo già concordato la rateizzazione con Equitalia. Pensavo fosse sufficiente per cancellare ogni causa di incompatibilità con il ruolo che andavo a ricoprire, così come previsto dal testo unico sugli enti locali».
«La mia situazione è simile - aggiunge Batini -. Il mio debito con l'amministrazione è dovuto a una serie di multe che risalgono al 2005. Nove anni più tardi, nel momento in cui mi è arrivata la cartella esattoriale di Equitalia, ho concordato un piano di rientro con il riscossore. Quando sono stato eletto in consiglio comunale, però, ho perso il lavoro e non ho potuto onorare in pieno il mio debito; ho saltato due rate del pagamento e il piano di rientro è stato sospeso. A quel punto ho contrattato un nuovo piano di rateizzazione che è stato accettato da Equitalia e ho ricominciato, seppur con estrema fatica, a pagare. Non sono un professionista della politica e come consigliere prendo, quando va bene, 350 euro al mese in gettoni di presenza. Per saldare completamente il mio debito ho dovuto quindi chiedere uno sforzo non indifferente ai miei familiari».
ATTI VALIDI O NO? «Certo che gli atti fatti dal consiglio comunale fino ad oggi sono validi, anzi perfettamente validi», garantisce Ascione. «Su questo proprio non ci sono dubbi», aggiunge il segretario generale smentendo chi ieri ipotizzava la nullità di tutto ciò che il consiglio ha fatto finora.
IL FASCICOLO IN PROCURA. Altra questione, come dicevamo, è il fascicolo su cui la polizia giudiziaria ha ipotizzato - per i quattro consiglieri - il reato di falso ideologico del privato in un atto equiparato a un documento pubblico. «Non conosco la vicenda e non riguarda il Comune ma il procuratore della repubblica - taglia corto Pino Ascione -: se hanno firmato l’atto dichiarando il falso ingenuamente o no io non lo so e non posso saperlo, ma la questione non riguarda noi».
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