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Ancora bufera in Aamps: Carrara lascia il collegio
LIVORNO. Non c’è pace in Aamps: ieri Alessandro Carrara si è dimesso dal suo incarico di sindaco revisore dei conti. Lascia il collegio di cui era parte dal giugno 2014 insieme a Francesco Carpano...
LIVORNO. Non c’è pace in Aamps: ieri Alessandro Carrara si è dimesso dal suo incarico di sindaco revisore dei conti. Lascia il collegio di cui era parte dal giugno 2014 insieme a Francesco Carpano (presidente) e a Patrizia Del Tredici.
Le dimissioni di Carrara arrivano una decina di giorni dopo che il commercialista aveva preso le distanze dai colleghi rispetto all’impugnazione davanti al tribunale delle imprese del bilancio 2014 dell’azienda dei rifiuti, argomento che proprio ieri è finito sul tavolo del consiglio di amministrazione di Aamps.
Il cda, tra l’altro, ha registrato un episodio curioso ma soprattutto emblematico della situazione che ormai si respira in azienda e dei rapporti di non dialogo tra amministratori e sindaci. Alle 11 di mattina infatti era in programma la riunione del consiglio di amministrazione e a quell’ora Carpano e la Del Tredici si sono presentati in via dell’Artigianato, al Picchianti. Lì però hanno scoperto con loro stupore che l’incontro era in programma a Milano (dove risiedono due dei tre membri del cda). Carpano e la Del Tredici probabilmente non avevano letto bene la convocazione firmata dal presidente Castelnuovo venerdì sera e così il consiglio di amministrazione che doveva discutere dell’impugnazione del bilancio 2014 da parte del collegio sindacale si è svolto senza la presenza del collegio sindacale stesso.
Per quanto riguarda l’uscita di Carrara, va detto che negli ultimi sei mesi le sue posizioni si erano distanziate notevolmente rispetto a quella di Carpano e Del Tredici. Tanto che il 17 novembre - pur condividendo il parere negativo rispetto al bilancio 2014 presentato dal cda di Aamps e approvato dal sindaco Nogarin - aveva scritto una lettera con una serie di distinguo in cui scriveva: «La società si trova in una situazione di grave illiquidità ed una situazione finanziaria a dir poco disastrosa, ma rifiuto che la continuità possa essere valutata esclusivamente sulla base di indici finanziari, così come rifiuto che l’unica soluzione al superamento della crisi dell’azienda sia il versamento di mezzi propri da parte del socio unico per l’importo complessivo, ancorché evidentemente la soluzione migliore e più auspicabile. Mantengo comunque un giudizio negativo sul bilancio presentato il 29 ottobre e mi unisco all’invito al socio a non approvare».
Lo scorso mese Carrara non si unì ai colleghi nell’impugnare l’approvazione del bilancio 2014, che - si è scoperto nei giorni successivi col blitz della finanza in Comune di una settimana fa - è anche nel mirino della procura.
(giulio corsi)
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