Gioco
Il Comune vuol riprendersi gli immobili pubblici occupati
La giunta chiede agli uffici un piano per tornare in possesso di una quindicina di strutture Sarà sgomberata la circoscrizione Uno, nel mirino anche il Refugio e l’ex asilo 4 Stagioni
LIVORNO. Negli ultimi anni, con un’accelerazione negli ultimi mesi, le occupazioni di immobili pubblici in città si sono moltiplicate. Due sedi di ex circoscrizioni, il grattacielo della Cigna, l’asilo di via Toscana, l’ex direzione Asl di Monterotondo, l’ex palazzo dell’Enel sugli scali D’Azeglio e prima ancora l’ex stazioncina di via Firenze, l’ex distretto sanitario di via Ernesto Rossi, e ogni giorno appartamenti murati, sfondati e presi abusivamente nel blocco popolare della Chiccaia.
E’ lo specchio di un dramma vissuto da centinaia di famiglie livornesi e non, alla ricerca di un tetto in cui dormire e far dormire i propri figli, approdate ad una soluzione disperata ma anche illegale, al punto che la procura ha una sessantina di procedimenti aperti. Ora anche il Comune ha deciso di dare uno stop. Ed è pronto ad avviare un programma di interventi per la liberazione delle strutture di sua proprietà occupate abusivamente, alcune da anni, altre da tempi più recenti.
L'input è stato dato dalla giunta agli uffici tecnici dopo una dettagliata relazione del secondo dipartimento - settore patrimonio - che ha disegnato un quadro molto problematico da questo punto di vista e che ha richiesto all’avvocatura civica l’attivazione di procedure di rilascio degli immobili occupati senza titolo.
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Nel mirino finiscono così le sedi di alcune ex circoscrizioni, come la 1 di via della Sorgenti e la 3 di via Corsica, l’ex scuola 4 Stagioni in corso Amedeo, l'immobile di via degli Asili 43, che diversi anni fa era diventato sede di attività no profit ma poi fu sgomberato a causa di una sopraggiunta inagibilità fino a quando, vuoto, non è stato occupato e ora è abitato.
Ma l'immobile forse più importante, anche simbolicamente, scorrendo la lista del patrimonio di cui l'amministrazione ha deciso di tornare in possesso, è rappresentato dai fondi e dagli alloggi all'interno del palazzo del Refugio, nel cuore della Venezia, pervenuto tra le proprietà comunali dopo lo scioglimento della fondazione Dal Borro. Qui, nella lista stilata dal secondo dipartimento per avviare le procedure di rilascio, figura ad oggi un alloggio. Ma nei prossimi giorni sono previsti sopralluoghi da parte della polizia municipale per verificare l’occupazione abusiva di alloggi e fondi appartenenti al patrimonio comunale.
In tutto sono oltre dieci gli immobili occupati senza titolo appartenenti al patrimonio disponibile dell'ente, da via Buonomo a via Santa Caterina, da via Battisti a piazza Orlando, da piazza Sforzini a via Eugenia e via Gobetti, a cui vanno aggiunti quelli facenti parte del patrimonio indisponibile. Come e quando avverrà la liberazione non è ancora stato messo nero su bianco. La giunta ha dato infatti mandato all'ufficio, con il coinvolgimento dell'avvocatura civica, di elaborare una proposta per un programma di intervento che definisca le procedure, i tempi di attuazione e le risorse da impiegare per la relativa esecuzione.
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E nel frattempo - visto il continuo cambio di situazione - è stato deciso di verificare che gli stati di occupazione sussistano e di identificare coloro che attualmente vivono nei vari immobili coinvolti. La differenza tra patrimonio disponibile e indisponibile rappresenta un discrimine importante per i modi di liberazione che palazzo civico potrà utilizzare.
Per quanto riguarda le occupazioni senza titolo di immobili facenti parte del patrimonio indisponibile (come ad esempio la circroscrizione 1) la polizia municipale può procedere per il rilascio immediato dell'immobile con un semplice atto dirigenziale. Insomma può procedere con lo sgombero coatto con la forza pubblica.Diverso è il caso del patrimonio disponibile per il quale sarà l'avvocatura civica a dover attivare i procedimenti necessari anche in sede giudiziaria.
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