Attenzione
«La sciabola è il vostro onore»
Giurano 79 allievi ufficiali, il comandante Ribuffo: il vento e il mare vi forgeranno
LIVORNO. «Vivrete in faccia al vento e al mare, a questo vento e a questo mare, che devono forgiare il vostro carattere, che vi saranno compagni fedeli e che imparerete a conoscere e a rispettare. Quel vento e quel mare di cui Livorno circonda da sempre la sua Accademia col suo ruvido e affettuoso abbraccio. Respiratene a pieni polmoni e gettateli nella vostra scelta di vita con lo slancio dei vostri 20 anni». Soffiava forte il vento ieri mattina sul piazzale del Brigantino, quando l’ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, comandante dell’Accademia Navale, ha ricordato agli allievi ufficiali in ferma prefissata della Marina la responsabilità che li attende.
Erano in 79 a giurare sotto le sferzate del maestrale, appartenenti al 15esimo corso allievi ufficiali a ferma prefissata, formula che rappresenta l’evoluzione del vecchio arruolamento Auc, quello degli allievi ufficiali di complemento. Tra loro venti donne. Al termine del corso della durata di tre mesi, in 69 saranno impiegati nel corpo delle capitanerie, gli altri nel genio navale. Resteranno in Marina per 30 mesi. Poi potranno raffermarsi o tentare di passare la loro vita con le stellette attraverso i concorsi per ufficiali del ruolo speciale.
Davanti alle autorità civili e militari (dal prefetto Costantino al vicesindaco Sorgente, dal presidente del consiglio comunale Esposito - di casa da queste parti - al presidente della Provincia Franchi, e poi i comandanti di capitaneria, Folgore, brigata mobile carabinieri, carabinieri, finanza, polizia) e all’emozione di familiari e amici, gli allievi ufficiali sono stati richiamati dall’ammiraglio Ribuffo a «servire l’Italia con disciplina e onore nella quotidinanità, fuori da ogni retorica, tenere un nome e un comportamento sempre onorato e scevro da ogni compromesso».
«Il vostro onore sia la vostra sciabola, non cada mai in mani avverse. senza di essa senza il vostro onore non avreste più posto tra noi. Siate degni della sciabola che vi cingerà il fianco».
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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