Gioco
Trovato morto in casa ex parcheggiatore 63enne
La tragedia in viale Alfieri: i vigili del fuoco sono dovuti dalla finestra Da giorni non rispondeva. Gli amici: «Era buono e gioviale, ci mancherà»
LIVORNO. Da ragazzo amava correre e fare il mototrial, cioè le impennate. Oggi le corse Roberto Riva Ribot le faceva solo con le parole: amava stare in compagnia, chiacchierare, ridere e scherzare. Ieri pomeriggio, il suo cuore ha smesso di battere nell’abitazione popolare dove viveva, in viale Alfieri. Non aveva ancora 63 anni, li avrebbe compiuti a luglio. Da qualche giorno non stava bene, ma aveva preferito non andare in ospedale: era restio alle medicine e ai dottori, come raccontano i suoi amici della comunità di Sant’Egidio, che lo seguivano quotidianamente con affetto.
E sono stati proprio loro a scoprire che Roberto era morto. Da giorni lo cercavano, ma lui non rispondeva. E allora ieri alle 17 uno di loro è andato di persona in casa sua. Non ricevendo risposta, ha chiamato i soccorsi. Sul posto si è precipitata una squadra dei vigili del fuoco. Per entrare nell’appartamento, al secondo piano, i pompieri hanno dovuto usare l’autoscala per poi infilarsi dalla finestra. Il suo corpo giaceva a terra, privo di vita. Inutili i tentativi di rianimazione dei soccorritori della Misericordia di via Verdi, subito giunti dopo l’allerta del 118. L’uomo era già morto forse da un paio di giorni. Il corpo è stato poi rimosso dal servizio funebre della Svs intorno alle 19.
Roberto Riva Ribot era nato a Domodossola e aveva vissuto a Milano, poi, circa 20 anni fa, si era trasferito a Livorno, dove aveva deciso di stabilirsi. Fino al 2007 aveva sempre lavorato, prima come parcheggiatore del Sassoscritto e poi facendo altre cose occasioniali. Quindi era andato in pensione anche perché non stava bene. «L’abbiamo conosciuto nel 2000 in un periodo difficile della sua vita - raccontano i volontari della comunità - E l’abbiamo aiutato a sistemarsi in casa e a riprendersi la sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto lunedì, non stava bene ma non voleva curarsi. Era una persona buona e gioviale, ci mancherà».
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