Il Tirreno

Livorno

Tavolo a tre per salvare il Caprilli

di Francesca Suggi
Tavolo a tre per salvare il Caprilli

Martedì l’incontro tra Comune, Alfea e Livorno Galoppo: è la vittoria del corteo anti-chiusura

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LIVORNO. “Io amo il Caprilli". Con il suo cappellino rosa e la scritta con il cuore baby Eva è la più piccola manifestante. Nove mesi, nel suo passeggino con la copertina numero 10 delle corse dei cavalli, insieme alla sua mamma fa il tifo per l'ippodromo, insieme a decine di manifestanti. E' la marcia dei cento: dal viale Italia al Comune, passo dopo passo, tra palloncini amaranto, coriandoli, striscioni e van al seguito si chiede all’amministrazione di salvare il Caprilli. La loro vittoria è aver strappato all’amministrazione, in tarda mattinata, l’incontro a 3, tra Comune, Alfea e Livorno Galoppo per martedì 12 aprile alle 16.30 in sala giunta: per la prima volta gli attori principali di questa delicata e spinosa vicenda si siederanno allo stesso tavolo per capire se ci sono veramente le condizioni per mantenere aperto l’impianto, con tutto il suo carico di 120 anni di storia di ippica a Livorno. «L’amministrazione ha accettato la nostra richiesta, in questo modo riusciremo finalmente a capire quali sono le intenzioni vere del sindaco rispetto al nostro Caprilli», commenta a caldo Micol Fenzi, mentre sta appiccando uno striscione ad uno dei van che chiude la sfilata. Lei è la “pasionaria” del gruppo Facebook “No alla chiusura dell’ippodromo”, la comunità social che in pochi giorni ha catalizzato oltre 8mila followers in tutta Italia. La giornalista, conosciuta nel mondo dell’ippica e “voce” delle serate di corse livornesi negli ultimi anni è una delle anime della manifestazione cittadina, insieme a Francesca Gori. «Il Caprilli merita rispetto, noi abbiamo proposte, il Comune e il sindaco ci devono delle risposte», dice. Sono le stesse parole che si leggono sullo striscione principale del corteo. «Ho portato la mia bambina da subito, appena nata all'ippodromo, uno spazio che unisce grandi e piccini e per la città va ben oltre le corse dei cavalli», commenta a caldo Federica De Santi, parlando della piccola Eva. Ci sono ex fantini, giovani frequentatori del Caprilli, politici e cittadini della porta accanto che hanno voluto unirsi alla manifestazione. «Mio nonno lavorava qui quando ero bambina e ci venivo: per Livorno rappresenta un pezzo di cultura, socialità e sport che non può morire», dice la sua Silvia Ghelardi, con il fischietto in bocca. Compagni di serate all’ippodromo e compagni di scuola sono gli studenti Camilla Colombi, Tommaso Poggianti e Lorenzo Martelli: «Non siamo andati a scuola per essere qui: questo spazio anche per noi giovani rappresenta uno dei pochi luoghi di ritrovo dell’estate in città». Dell’opposizione c’è, tra gli altri, Alessio Ciampini (Pd): «Siamo qui per solidarietà e supporto, nelle sedi istituzionali non riusciamo a trovare risposte sul futuro di questo impianto». C’è anche l’ex presidente della Provincia, Giorgio Kutufà: «E’ inaccettabile che si perda una tradizione secolare della città».

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