Gioco
Rispoli: gli Usa hanno visto qualcosa
Il leader dei familiari delle vittime ha fiducia nel lavoro d'inchiesta dei senatori. Ma ricorda che "i giudici che sono stati chiamati dalla Commissione si sono rifiutati di rispondere".
LIVORNO. «Una cosa è certa: gli Stati Uniti hanno visto qualcosa. Non dimentichiamoci che quella notte eravamo in presenza di ferree norme antiterrorismo, in quanto nel porto di Livorno c’erano le navi americane che riportavano le armi dalla guerra del Golfo, quindi sicuramente i satelliti Usa hanno visto qualcosa". A dirlo è Loris Rispoli, protagonista di tante battaglie per chiedere verità e giustizia sulla sciagura del Moby (nella quale ha perso la sorella Liana): lo ha sottolineato intervenendo ai microfoni della trasmissione «La storia oscura», condotta da Fabio Camillacci su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
Rispoli ha ricordato che "il governo italiano ha chiesto per anni di venire in possesso di questo materiale, è stato negato che ci fosse. La commissione d’inchiesta del Senato farà ulteriori passi per richiedere questo materiale".
Il presidente dell’Associazione «140», una delle 2 associazioni di familiari delle vittime, ha ribadito che «qualsiasi idea uno si può fare dell’incidente, c’è da tener conto che nessuno è morto a causa di esso. La cosa fondamentale è sapere perché 140 persone sono state lasciate lentamente a bruciare senza che nessuno intervenisse. La realtà è che quel traghetto è stato infilato per 10 minuti nella petroliera, si è disincagliato perché la petroliera ha messo in moto e nessuno ha fatto niente nei confronti di quelle 140 persone che stavano morendo bruciate".
Rispoli è tornato a ripetere che "la risposta data dalla magistratura è insoddisfacente, perché un pm non può finire un processo chiedendo l’assoluzione di tutti gli indagati perché il destino è cinico e baro. Non è una sentenza accettabile". E ha aggiunto di essere fiducioso sul fatto che la Commissione d’inchiesta istituita dal Senato sul disastro della Moby Prince "riuscirà a fornire risposte". Ma poi ha tenuto a rimarcare che "per la prima volta nella storia del nostro Paese i giudici si avvalgono della facoltà di non rispondere: i giudici che sono stati chiamati dalla Commissione d’inchiesta si sono rifiutati di rispondere".
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