Gioco
Porte aperte al Goldoni, venite a vedere come gestiamo il teatro
Livorno, la lettera di Leone: "Ho trovato la Fondazione sguarnita su progettazione e politiche di partecipazione per questo ho chiamato due professionisti esterni: vi spiego cosa stanno facendo"
Sul tema della recente nomina dei consulenti, raccontata dal Tirreno, interviene Marco Leone, direttore generale della Fondazione Teatro Goldoni.
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Da ottobre 2015 sono il direttore generale della Fondazione Goldoni. Voglio raccontarvi qual è stato il nostro lavoro negli ultimi mesi. Premetto, sarò brevissimo, perché per l'approfondimento vi dico veniteci a trovare! Vi elenco il nostro lavoro per titoli:
1) un'ottima stagione teatrale, per qualità e per numero di presenze. Era tanto che il Teatro Goldoni non registrava un'affluenza di pubblico così elevata;
2) molte iniziative volte ad aprire il Teatro alla cittadinanza e agli artisti del territorio.Dateci fiducia, in questo ambito abbiamo appena cominciato;
3) una bottega d'arte, quindi un'attività laboratoriale legata al teatro e alla musica molto vivace e un rapporto con le scuole di ogni ordine e grado mai così vivo e costruttivo.
Però è anche vero che entrando in Fondazione l'ho trovata sguarnita di due settori che ritengo fondamentali: la progettazione e lo sviluppo di politiche di inclusione e partecipazione. Allora ho chiamato due professionisti esterni. Stipulando con loro un incarico di consulenza.
Come li ho scelti? Nell'unico modo in cui un direttore può scegliere i propri consulenti, ovvero verificando affinità umane, professionali e la convergenza sugli obiettivi. In merito alle critiche che sono emerse in questi giorni, posso dire che l'orientamento politico dei nostri consulenti non ci interessa, tant'è vero che di due, uno è attivo all'interno del M5S di Livorno, l'altro assolutamente no. Da questo punto di vista potete accusarci solo di pluralismo!
Ora ve li presento. Il primo consulente a cui abbiamo dato un incarico si chiama Riccardo Castellini, è un professionista della progettazione europea e con lui abbiamo creato, già da alcuni mesi, all'interno della Fondazione, un ufficio di progettazione e di fundraising. È un ufficio che ha molteplici finalità: quello di reperire risorse attraverso i bandi, quello di formare il personale interno della Fondazione ed infine quello di fare rete.
Infatti i progetti che abbiamo formulato in questi mesi (quasi dieci tra bandi nazionali ed europei) hanno tutti visto il coinvolgimento di realtà della città: associazioni, teatri … e l'obiettivo è proprio questo: creare uno strumento utile alla città di Livorno, un ufficio che cerchi risorse per tutti partendo da una progettazione condivisa. Anche qui, abbiamo appena cominciato.
Il secondo consulente si chiama Saverio Dutti. Con lui stiamo mettendo a punto strategie di comunicazione che però passino attraverso processi di partecipazione. Ad esempio abbiamo appena creato Goldoni Contest (www.goldonicontest.it), un portale dedicato ai giovani creativi di Livorno. Il primo contest che abbiamo lanciato riguarda il nuovo sito e la nuova veste grafica della Fondazione.
Vogliamo collaborare, vogliamo avvicinare i giovani creativi di questa città e vogliamo farci avvicinare. Anche a Dutti è stato chiesto di spendere parte del suo tempo in Fondazione per formare il personale interno.
Ci è stato chiesto: ma all'interno del Teatro Goldoni non c'era già un ufficio stampa? Vero. Ma all'interno di questo ufficio si svolgeva un lavoro molto diverso da quello che ho appena descritto. Fanno parte di questo ufficio tre splendidi professionisti che hanno mantenuto le loro funzioni e hanno voglia comunque di imparare anche cose nuove, collaborando con le nuove unità.
Per adesso finisco qui. Ma vi invito a venirci a trovare.
Veniteci a trovare, venite agli spettacoli certo, frequentate i nostri laboratori, i nostri seminari sulla musica, le nostre iniziative di accompagnamento alla lirica, ma prendete in considerazione anche l'ipotesi di venire di persona a farci delle domande.
Ah, a proposito, venite a visitare il teatro anche di giorno, è splendido! Lo so, siete abituati a vederlo chiuso di giorno, ma ci stiamo organizzando perché in futuro resti sempre aperto.
Venite, fate domande, presentateci le vostre proposte. Se avete dei dubbi su come gestiamo il teatro della città venite da noi e chiedete spiegazioni, non vi accontentate di quello che leggete sui giornali o del sentito dire.
Seguite il nostro lavoro. Stateci addosso. Fateci molte domande. Alzate anche la voce se lo ritenete necessario. Non è solo un piacere rispondervi: è un dovere.
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Apprezziamo la decisione di Marco Leone di aprire il teatro a tutti i livornesi per favorire il contatto diretto. Il direttore però converrà sul fatto che c’è una bella differenza tra il sentito dire e ciò che si legge sul giornale. Per esempio, se il Tirreno non avesse scritto della consulenza per il teatro, i livornesi non l’avrebbero saputo. Ciò contrasta con la politica della «casa di vetro», ovvero con quel modello che s’era promesso di voler applicare. (a.g.)
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