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«Moby Prince, strage senza verità da 25 anni»
La denuncia di Rispoli: «Le giudici si sono avvalse della facoltà di non rispondere» Presentate le iniziative del 10 aprile: ci sarà anche un fronte delle vittime d’Italia
LIVORNO. «Abbiamo chiesto alla politica di sostituirsi alla magistratura perché 25 anni senza verità sono veramente troppi». Loris Rispoli, fratello di Liana, morta insieme ad altre 139 persone nel rogo del Moby Prince, torna ad aver speranza. Crede che la commissione istituita al Senato - dopo un lungo e travagliato iter per la sua istituzione, in cui Rispoli si è trovato costretto a minacciare uno sciopero della fame - possa arrivare alla verità. Un segno tangibile è già arrivato: il presidente del Senato Pietro Grasso ha inviato il vertice della commissione d’inchiesta Silvio Lai a presenziare gli eventi di commemorazione che si terranno domenica 10 aprile, nel giorno del 25° anniversario del rogo. Tuttavia Rispoli si trova ancora a denunciare un episodio fuori dalle righe. «La commissione - spiega - sta interrogando i testimoni, i giornalisti, le autorità che hanno indagato. Le due giudici donna Sammarco e D'Onofrio, che hanno emesso insieme a Lamberti la sentenza, si sono avvalse della facoltà di non rispondere. È la prima volta che succede nella storia di questa Repubblica».
Chiamatela strage. Il sindaco Nogarin porgerà il suo omaggio ai familiari delle vittime domenica 10 aprile alle ore 15 nella Sala consiliare del Palazzo Civico, durante il fitto calendario di eventi commemorativi previsto per l’anniversario, e assicura che tornerà a pronunciare una parola: strage. «Ringrazio Filippo - rimarca Rispoli, dopo aver preso una lunga pausa - perché lo scorso anno ha usato parola strage. Noi l’abbiamo sempre pronunciata poco perché causa dolore. Ma è una parola che bisogna avere il coraggio di dire: è stata una vera e propria strage sul lavoro e della marineria». Nogarin spiega la scelta di pronunciare quella parola pesante come un macigno. «Ho parlato di strage - afferma - perché ci vuole coraggio di raccontare le cose. Questa è la nazione delle stragi impunite, è la nazione delle commissioni politiche che dovrebbero dare risposte ai cittadini, anzi, ai contribuenti che le pagano, ma poi puntualmente non ottengono niente».
Il fronte delle stragi. Tutto quello che Rispoli si augura per la giornata del 10 aprile è racchiuso in un’altra parola: «partecipazione». Le commemorazioni inizieranno con la messa del vescovo alle 10 alla Fortezza Nuova, dove poi alle 11.30 verrà inaugurata l’installazione della scultura Koningin Juliana, dedicata alla strage (vedi box accanto). Dopo i saluti del sindaco alle 15, alle 17 partirà il corteo che da piazza Municipio raggiungerà il porto, in concomitanza con l’arrivo della staffetta podistica che partirà sabato da Pontedera e si snoderà per alcuni paesi del pisano. «Credo che mai come in questa occasione - spiega Rispoli - l’intera Toscana possa dare un segno effettivo partecipazione. Da quest’anno, poi, come stabilito in consiglio, il 10 aprile diventa lutto regionale». In quel giorno particolare Livorno diverrà il centro ideale per chi reclama verità in Italia. «Saranno presenti familiari di vittime di stragi - prosegue l’uomo -: quella di Viareggio, quella per l’amianto a Casale Monferrato. Insieme affermeremo un principio: per questi eventi non può esserci prescrizione».
Prescrizione, in fondo, significa oblio e, come ricorda l’assessore Serafino Fasulo: «La memoria appartiene al presente e non è consolazione: lavorare sulla memoria oggi significa affrontare quanto il futuro ci riserva in un’altra ottica».
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