Sicurezza
Il diktat del Comune «Sgomberate il Caprilli»
Luongo (Cgil) incontra i capigruppo: «Chiarezza su lavoratori e futuro dell’area» Galigani (M5S) tira fuori la Cittadella dello sport. Perullo: non vogliamo farci altro
LIVORNO. Il sindaco Filippo Nogarin ha scritto al liquidatore della Labronica corse, Fabrizio Giusti, affinché provveda alla «liberazione» dell’ippodromo «dalla presenza di persone e cavalli», come previsto anche dall’offerta originaria di Alfea. Tradotto: il Comune chiede di sgomberare il Caprilli, dove a oggi ci sono ancora una cinquantina di cavalli, gli allenatori e quattro persone che vivono nelle foresterie (anche se l’impianto è già da giorni senza elettricità e in parte senz’acqua, che per ora è comunque assicurata agli animali).
Nella lettera che è stata inviata via Pec (posta elettronica certificata) alla Labronica si parla chiaramente di «situazioni di pericolo» e «di pregiudizio della sicurezza delle persone e dei cavalli», si chiede alla società di provvedere alla «liberazione dell’ippodromo dalla presenza di persone e cavalli» e di adoperarsi alla chiusura degli accessi una volta rientrata in possesso dell’impianto.
La conferma è arrivata nel corso dell’incontro pubblico organizzato ieri mattina in municipio dal segretario della Slc Cgil, Giuseppe Luongo, con i capigruppo delle varie forze politiche rappresentate in consiglio comunale. Un incontro caldo, con i lavoratori e gli operatori che hanno ripetuto di aspettarsi risposte chiare sul loro futuro, su quello della struttura e dei cavalli. Tornando a chiedere provvedimenti urgenti.
Le domande di Luongo sono andate in due direzioni: qual è il futuro degli otto lavoratori ex Labronica (considerando anche che «il destino della Labronica sembra segnato e se fallirà perderanno anche circa 5mila euro a testa»)? E qual è il futuro dell’area che da sempre ospita l’ippodromo?
«Il dibattito – è intervenuto subito dopo il segretario della Slc Cgil – è servito per precisare alcune istanze che non sono solo indispensabili per il sindacato e i lavoratori, con questi ultimi che si sentono abbandonati dopo molte promesse ed impegni smentiti dai fatti, ma sono riecheggiate in tutti gli interventi dei consiglieri presenti, anche della maggioranza». La prima: «l’urgenza di agire ora, prima che sia tardi, per non rendere impossibile onorare la destinazione d'uso del Caprilli» perché «se chiude l'ippica a Livorno si straccia un pezzo della tradizione e della cultura della città». La seconda: «chiarire in che relazione stanno parole e azioni del sindaco Nogarin, cosa significa concretamente affermare che il Caprilli non chiuderà e, contemporaneamente, disporre formalmente lo sgombero di cavalli e persone?»
«La mobilitazione continuerà – avverte Luongo – fino a ottenere almeno la chiarezza degli intendimenti, proposte concrete e il rispetto per il lavoro».
Ma è proprio sul futuro dell’area che si accendono i riflettori. «Il consigliere di maggioranza Marco Galigani – interviene a margine l’ex direttore della Livorno Galoppo, Paolo De Santi – si è sbilanciato dicendo una cosa che ci ha meravigliato tutti: ha detto che anche se vanno avanti nella trattativa con Alfea, non è possibile sottoscrivere una concessione per trent’anni perché l’amministrazione ha già un progetto che rientra nell’operazione della Cittadella dello sport. Con queste parole ha lanciato una bomba. Cosa vogliono fare nell’area dell’ippodromo? Lo abbiamo incalzato per capire meglio ma non sono arrivate risposte. O ci sono mire di qualche tipo che non conosciamo o non si capisce perché un gestore debba essere d’intralcio».
«Forse mi sono spiegato male. Non è vero che vogliamo chiudere l'impianto – replica a distanza Galigani (M5S) – perché i presupposti per la valorizzazione per noi ci sono tutti, tant’è che stiamo pensando anche a una Cittadella dello sport, che non è il vecchio progetto Lamberti. Ma per definire i dettagli occorre la disponibilità di Alfea». Ovvero la società pisana alla quale anche il tribunale ha riconosciuto il diritto di gestire il Caprilli. «La comunicazione da parte nostra c'è già stata – dice – attendiamo la loro risposta, ma il problema è il contenzioso che li lega all'amministrazione Cosimi». O meglio che è nato tutto in era Cosimi e che sta andando avanti ancora oggi, con Nogarin e i vertici della società pisana che negli ultimi giorni non se le sono mandate pubblicamente a dire.
Per capire se l’amministrazione pentastellata ha in mente di fare qualcosa di diverso dalle corse nell’area gioiello tra il mare e lo stadio abbiamo contattato l’assessore allo sport e agli impianti, Nicola Perullo. C’entrano qualcosa l’ipotetica Cittadella o la ristrutturazione del Picchi? «L’idea della Cittadella – risponde Perullo – è stata ripresa, ma che io sappia non c’è l’intenzione di fare lì qualcosa di diverso dall’ippodromo, che anzi dovrebbe essere un fiore all’occhiello della Cittadella. Non c’è alcuna prospettiva – ripete – diversa da questa».
Ieri all’incontro erano presenti i rappresentanti di tutte le forze politiche – Fi, Buongiorno, Città Diversa, Pd, Livorno bene comune, Livorno libera, M5S – che hanno deciso di convocare per oggi una commissione straordinaria per discutere del presente e del futuro dell’ippodromo. Seduta congiunta della seconda, terza e settima commissione è convocata per il pomeriggio. È prevista anche l’audizione del liquidatore della Labronica corse cavalli che stamani riunirà l’assemblea dei soci, quindi il Comune.
Juna Goti
Matteo Scardigli
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