Così tra Alfea e Comune scoppia di nuovo la guerra
La società rompe il silenzio e le canta a vecchia e nuova amministrazione «Da Nogarin falsità e mesi di assenza mentre il Caprilli è diventato inagibile»
LIVORNO. Le parole dette, anzi scritte, oggi fanno capire che Alfea e Comune torneranno in tribunale. E che gli stracci volati tra la società pisana e l’amministrazione Cosimi tornano a volare anche con l’amministrazione Nogarin. Nel mezzo resta l’ippodromo: chiuso, sempre più malconcio, ferito, azzoppato.
La società presieduta da Cosimo Bracci Torsi ha deciso di rompere il lungo silenzio dopo che lunedì Nogarin si è detto pronto a chiedere i danni se Alfea non firmerà la convenzione ed entrerà in possesso dell’impianto. «Di fronte ai goffi tentativi di scaricare su altri le proprie colpe e ad affermazioni false che sono all'esame dei nostri legali – scrivono da Pisa – riteniamo doveroso esporre come sono andate le cose». «Obiettivo di Alfea – intervengono – è sempre stato di salvare le corse a Livorno e gestire due impianti a poca distanza in maniera sinergica. Dopo aver salvato la stagione di corse 2011 e 2012 con ottimi risultati e riconsegnando un impianto in buone condizioni, Alfea ha vinto un bando per la gestione trentennale del Caprili a condizioni chiare».
«Purtroppo – e qui nel mirino della società c’è anche l’amministrazione Cosimi – anziché, come avrebbe dovuto, consegnare l'impianto il 1 gennaio 2013, il Comune non ha rispettato la sua parte di impegni, mantenendo per tre anni un atteggiamento dilatorio la cui illegittimità è stata "sanzionata" dal Tar cui Alfea si era dovuta rivolgere e confermata dal Consiglio di Stato».
Ma ecco lo scontro con Nogarin: «Sin da quando si è insediato ha affrontato la questione del Caprilli a intermittenza, più con annunci estemporanei che con una seria e costante ricerca di soluzioni concrete, scomparendo periodicamente, per mesi interi, senza rispondere alle numerose sollecitazioni di Alfea. Tanto che, dopo la sentenza favorevole, Alfea è stata costretta a rivolgersi nuovamente al Tar per il "giudizio di ottemperanza", ovvero per vedere applicate le sentenze precedenti. Il Tar si è riunito il 25 febbraio e ad oggi siamo in attesa della pronuncia».
Nel frattempo, sottolineano da Alfea, «incuria e carenze gestionali hanno devastato l'ippodromo rendendo addirittura inagibili alcune strutture. Anche oggi, che titolare della gestione è la Labronica (partecipata al 100% dal Comune), l'impianto è completamente fuori controllo, esposto a vandalismi e agenti atmosferici, con assenza di personale per le manutenzioni e per il controllo, con una autogestione da parte degli incolpevoli operatori al di fuori di ogni logica di sicurezza e regolarità».
I toni sono sempre più accesi: «A fine 2015 il sindaco ha avanzato una vaga proposta di ritardare di un anno la consegna dell'ippodromo. Mentre Alfea, come deliberato dal Cda del 4 gennaio, si dichiarava disponibile ad esaminare una precisa e circostanziata proposta, condizionandola alla firma della convenzione, mai Nogarin l’ha inviata, forse perché al di là delle chiacchiere mancava l'accordo dell'altro soggetto interessato».
«È bene ricordare – aveva scritto pochi giorni fa Nogarin – che la scelta di affidare l'impianto per trent'anni alla società pisana, alla ridicola cifra di 300 euro al mese, è stata presa dall'ex sindaco Cosimi». «L'affermazione di Nogarin – controbattono oggi da Alfea – non appare corretta: la concessione trentennale prevedeva un canone annuo di 36.600 euro (e non certo 300 euro al mese) ben più elevato di quello richiesto dalla sua amministrazione agli ultimi gestori».
«Al di là delle affermazioni ridicole e tendenziosamente calunniose per chiunque mastichi di cavalli – è la conclusione al vetriolo – sulla volontà di Alfea di appropriarsi delle giornate del Caprilli e di polemiche politiche contro la precedente amministrazione fatte sulla pelle dell'ippodromo e dei livornesi, questa è la verità e queste le responsabilità dei gravissimi danni per i quali la comunità livornese e gli operatori dovrebbero chiedere conto, come farà Alfea, al Comune».
Tutto mentre oggi a mezzogiorno la Cgil ha organizzato un dibattito pubblico in Comune con i capigruppo delle varie forze politiche per parlare del futuro del Caprilli. Per domani, invece, i promotori del gruppo Fb “No alla chiusura dell’ippodromo” hanno organizzato un corteo che partirà alle 10 dall’impianto e arriverà fin sotto al municipio.
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