Il Tirreno

Livorno

Detenuto tenta di aggredire agente

Detenuto tenta di aggredire agente

Il carcerato non voleva rientrare in cella dopo il passeggio: «È sovraffollata»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sughere ad alta tensione. Lunedì mattina nel carcere in via delle Macchie un detenuto ha tentato di aggredire un ispettore di polizia. «La mia cella è sovraffollata, non voglio rientrare», si sarebbe lamentato il carcerato, un sardo che sta scontando una lunga pena. A denunciare il fatto, è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che coglie l’occasione per denunciare una situazione difficile all’interno della casa circondariale, dove c’è «un’atmosfera di tensione», come sottolinea Pasquale Salemme, segretario regionale per la Toscana del Sappe. Protagonista un detenuto della sezione speciale che accoglie la cosiddetta “alta sicurezza.”

«Il detenuto – racconta il sindacalista – sosteneva che la sua cella era sovraffollata perché, oltre a lui, ospitava altri due carcerati. A quel punto si è scagliato contro l’ispettore, ma per fortuna non è riuscito a colpirlo, anche per l’intervento tempestivo degli altri poliziotti. Lo stesso poliziotto si è difeso, respingendo il detenuto».

Salemme sottolinea come la tentata aggressione sia «sintomatica del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. La situazione è diventata allarmante per la polizia penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi episodi».

Sul caso è intervenuto da Roma anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che evidenzia i problemi legati alla scarsità di personale: «Le carceri sono più sicure potenziando i livelli di sicurezza delle carceri. La polizia penitenziaria continua a “tenere botta”, nonostante le quotidiane aggressioni. Ma i problemi del carcere sono reali e in aumento da quando ci sono la vigilanza dinamica e il regime aperto per i detenuti».

D’altro canto, c’è da dire che anche gli stessi detenuti si trovano in difficoltà per il sovraffollamento del carcere delle Sughere e per la nuova direttiva che prevede l’inserimento della terza persona nelle celle della sezione di alta sicurezza. Un elemento su cui il garante dei detenuti Marco Solimano ha da tempo puntato l’attenzione: «Proprio la scorsa settimana ho espresso la mia preoccupazione in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche le autorità cittadine – dice Solimano – perché nell’alta sicurezza sono già arrivati 16 detenuti nuovi, in più rispetto alla capienza, che sono stati inseriti in celle a tre di 11 metri quadri. A loro, che hanno pene lunghe, la presenza di una terza persona in una stanza da due, cambia la vita. Io ho annunciato la mia preoccupazione e, guarda caso, è successo questo caos. Ho lanciato l’allarme, ma il ministero di Giustizia se ne frega. Ho anche evidenziato le difficoltà degli agenti: massima solidarietà all’ispettore aggredito». Nei giorni scorsi i detenuti hanno dato vita a una protesta facendo opposizione all’ingresso in celle a tre, e in due sono stati denunciati per resistenza, come aggiunge il garante: «Se la terza branda sarà inserita in tutte le celle, c’è il rischio che da 116 persone si arrivi a 150. Sarebbe insopportabile».

Lara Loreti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web