Il Tirreno

Livorno

Depredata l’auto di Nogarin è il terzo episodio in 6 giorni

di Giulio Corsi e Federico Lazzotti
Depredata l’auto di Nogarin è il terzo episodio in 6 giorni

I ladri hanno sfondato il vetro e strappato il computer di bordo e il cruscotto «Prima mi hanno tagliato le gomme, dopo hanno tentato di entrare in casa»

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LIVORNO. Il vetro sfondato. Il computer di bordo portato via, insieme a una serie di documenti, a un pc portatile, all’Ipad, alla macchina fotografica. Al posto del cruscotto un grande buco con i fili strappati di netto che sbucavano da dietro il volante. E’ la brutta sorpresa che ieri mattina si è trovato davanti il sindaco Nogarin quando uscito di casa è arrivato alla sua auto - parcheggiata in strada - per andare in Comune. La Passat station wagon nera, comprata alcuni mesi fa in occasione della nascita della figlia, era inutilizzabile. Al punto che il sindaco si è fatto accompagnare in municipio e per portarla via è dovuto intervenire il carro attrezzi.

A denunciare il fatto è stato ieri mattina lo stesso sindaco parlando con i giornalisti assiepati nei corridoi del municipio per le perquisizioni della guardia di finanza riguardo ad Aamps (ne parliamo nelle pagine seguenti).

«E’ il terzo episodio ai miei danni che si verifica nell’ultima settimana – ha raccontato Nogarin -. Sei giorni fa mi hanno forato due gomme con un trapano, poi hanno tentato di entrarmi in casa e infine ieri notte (lunedì, ndr) mi hanno devastato la macchina. Hanno sfondato un vetro, asportato il cruscotto e rubato tutto ciò che era possibile. Io ingenuamente avevo lasciato in auto alcuni documenti, il mio pc portatile personale con cui lavoro quotidianamente, un tablet, la macchina fotografica: è sparito tutto».

«Ho sbagliato io, avrei dovuto adottare un altro profilo - continua il sindaco - Quando abitavo a Quercianella parcheggiavo dentro e non avevo problemi a lasciare tutto in auto. Lunedì sera sono arrivato davanti a casa e per abitudine non mi sono portato in casa niente. Il giorno dopo ho trovato la sorpresa».

Le foto scattate da Pentafoto alla Volkswagen di Nogarin, sotto la sua abitazione ad Antignano, parlano da sole: l’impianto elettronico asportato completamente, il vetro del passeggero disintegrato in mille pezzi sul sedile, il navigatore strappato. «I danni ammontano a oltre a diecimila euro - raccontava il sindaco ieri pomeriggio dall’officina della concessionaria Volkswagen al Picchianti -. Non sono assicurato, dunque mi toccherà pagarmi tutto».

Davanti all’ipotesi dell’atto di intimidazione, dell’avvertimento, Nogarin preferisce tenere i toni bassi. «Io non faccio alcuna ipotesi – ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se secondo lui c’era un disegno ad hoc - Diciamo che è stato un furto fatto con molta destrezza. In sei giorni sono stato preso di mira con molta attenzione. E’ un caso, può capitare: diciamo che per i prossimi 150 anni dormirò tranquillo», ha provato a sdrammatizzare. Poi ha aggiunto: «Dopo i primi due episodi avevo deciso di tenere un profilo basso, adesso, vista l’escalation che si è verificata, non posso però nascondere questi eventi. Si è creato un clima di tensione esasperato, che sta compromettendo la serenità della mia famiglia. Ma non fatene un caso, non voglio impietosire nessuno».

Nogarin ha sporto denuncia in questura. Ma davanti all’ipotesi che il comitato per l’ordine pubblico potesse decidere di affidargli una scorta, il sindaco ha smentito: «Ma quale scorta, non l’ho chiesta e ritengo che non serva. Lasciamo stare».

Va detto che nella notte tra lunedì e martedì sono state in tutto cinque le auto depredate ad Antignano: a tutte sono state sfondate i vetri e portati via navigatori, stereo e oggetti personali.

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