Il Tirreno

Livorno

Strappati e portati via gli striscioni pro Caprilli

di Giorgio Carlini
Strappati e portati via gli striscioni pro Caprilli

Erano stati preparati per la manifestazione di venerdì contro la chiusura Intanto i sostenitori dell’impianto organizzano un corteo in difesa

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LIVORNO. Sono giorni di forte tensione e grande preoccupazione per l'ippodromo Caprilli, le cui sorti in vista della stagione estiva di corse sono appese a un filo. La settimana forse decisiva per poter salvare lo storico impianto ardenzino e scongiurare una clamorosa chiusura è iniziata con il rischio concreto di un'interruzione totale della fornitura di acqua alla struttura (evitata solo in extremis) e si concluderà con la manifestazione di venerdì, quando un corteo sfilerà per le vie della città fin sotto al Comune, per chiedere all'amministrazione una soluzione in breve tempo per tutelare l'attività ippica e con essa le centinaia di posti di lavoro che gravitano intorno al complesso sportivo a due passi dal mare.

Il rischio dell'ippodromo a secco. Ieri mattina si era diffusa la notizia del possibile "colpo di grazia" all'impianto ardenzino: sembrava infatti che l'Asa fosse in procinto di chiudere tutti i contatori dell'acqua dell'ippodromo, che già da tempo è senza corrente elettrica. Fino alla settimana scorsa, i proprietari dei circa 50 cavalli ancora ospitati nelle scuderie del Caprilli si erano serviti dell'acqua potabile per dare da bere agli animali (perché senza elettricità non è possibile prelevare l'acqua dai pozzi). Non appena sono cominciate a circolare voci sull'interruzione del servizio idrico gli stessi proprietari si sono subito preoccupati per la sopravvivenza dei cavalli all'interno dei box della struttura.

Contattata dal Tirreno, però, l'Asa ha fatto chiarezza sulla questione: l'azienda è intervenuta poiché è stata la Livorno Galoppo (società cui è intestato il contratto) a richiedere la chiusura dei contatori. I tecnici però, grazie a una soluzione arrivata in extremis, hanno chiuso soltanto i contatori che riguardano la fornitura dell'acqua agli irrigatori della pista e dell'area verde, lasciando invece aperte le utenze dalle quali gli addetti ai lavori potranno continuare a prelevare l'acqua per l'abbeveraggio dei cavalli. Come precisato dall'Asa, è stata disposta anche una lettura dei contatori: la società che dovesse subentrare alla gestione del Caprilli, fanno sapere dall'azienda di via del Gazometro, dovrà farsi carico dell'acqua consumata dalla giornata di ieri in poi.

Il corteo e il giallo degli striscioni. Il mantenimento della fornitura d'acqua per i cavalli è stato confermato da Micol Fenzi, giornalista conosciuta nel mondo dell'ippica e "voce" delle serate di corse livornesi negli ultimi anni, nonché una delle promotrici del gruppo Facebook "No alla chiusura dell'ippodromo F. Caprilli", che in pochi giorni ha superato la quota degli 8mila iscritti. «L'Asa - sottolinea Fenzi - si è dimostrata solidale: a nome di coloro che si stanno battendo per il Caprilli ringrazio il dirigente dell'azienda, Mirco Brilli, che si è assicurato che non fosse staccata l'acqua per l'abbeveraggio dei cavalli».

Intanto i promotori del gruppo Facebook stanno organizzando la manifestazione che venerdì vedrà un corteo sfilare dalle 10 dall'ingresso del Caprilli sul viale Italia fino alla piazza del Comune, per chiedere all'amministrazione una presa di posizione decisa sull'ippodromo. La manifestazione si preannuncia colorata, con palloncini, coriandoli e numerosi striscioni. Proprio gli striscioni preparati nei giorni scorsi dagli organizzatori dell'evento di venerdì sono stati al centro di un "giallo". A cui si aggiunge l’incontro pubblico sul futuro dell’ippodromo, per chiedere all’amministrazione un impegno chiaro e trasparente a tutela dell’occupazione, organizzata dalla Slc Cgil insieme ai capigruppo del Comune di Livorno. L’appuntamento è fissato per venerdì alle 12 nella sala post-consiliare del Comune.

«Sabato sera - racconta Fenzi - avevamo esposto alcuni teli con i messaggi a difesa dell'ippodromo lungo la parete esterna della struttura, lato mare, ma la mattina dopo gli striscioni erano stati strappati e portati via».

Alla delusione per quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica fa da contraltare l'entusiasmo per la risposta degli impianti italiani alla richiesta di solidarietà degli addetti ai lavori livornesi: «Da Roma a Torino, da Napoli a Siracusa, tante società di corse hanno esposto cartelli di vicinanza alla nostra causa. Perché - conclude Fenzi a nome di tutti i sostenitori dell'ippodromo - il Caprilli è un patrimonio dell'intera città e non deve assolutamente chiudere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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