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De Santi: pochi giorni per decidere altrimenti sarà morte certa

De Santi: pochi giorni per decidere altrimenti sarà morte certa

LIVORNO. «Se l'amministrazione intende salvare l'ippodromo deve decidere entro questa settimana. Se non arriva una soluzione in pochi giorni il Caprilli sarà destinato a chiudere e poi sarà quasi...

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LIVORNO. «Se l'amministrazione intende salvare l'ippodromo deve decidere entro questa settimana. Se non arriva una soluzione in pochi giorni il Caprilli sarà destinato a chiudere e poi sarà quasi impossibile recuperare il terreno perduto». Con un'analisi cruda quanto accorata, Paolo De Santi fissa la deadline per rilanciare l'ippodromo. Una scadenza oltre la quale, secondo l'ex direttore della Livorno Galoppo, non si può andare, perché nel frattempo altre realtà hanno messo gli occhi sulle corse estive dell'impianto di Ardenza.

«Il sindaco Nogarin - chiosa - dice che non vuole chiudere l'ippodromo, ma le parole non bastano. Bisogna che l'amministrazione si dia una mossa e decida a chi affidare il Caprilli. Se le corse si interromperanno sarà complicato farle riprendere». «Noi - precisa - abbiamo fatto il possibile, andando persino oltre i nostri compiti. Dal novembre scorso andavamo dicendo che con la scadenza della concessione saremmo stati costretti a cessare tutti i contratti di fornitura. Poi per l'amore verso il mondo dell'ippica e per rispetto nei confronti dei proprietari dei cavalli abbiamo mantenuto attivi alcuni servizi, sempre a spese della Livorno Galoppo. Ma dopo l'ultimo incontro con il sindaco, in cui c'è stato detto che non ci sono possibilità per una gestione a medio-lungo termine, siamo stati obbligati a chiudere quei servizi la cui disdetta era stata temporaneamente sospesa». De Santi non risparmia critiche all'amministrazione: «È come se fossero rimasti con le mani in mano ad attendere che la situazione precipitasse. Il sindaco ci aveva chiesto di firmare la convenzione con durata fino al 30 aprile, dicendo che nel frattempo avrebbe risolto i problemi con Alfea. Ma da due anni vivevamo in ginocchio, in condizioni di totale incertezza, senza possibilità di programmazione. Con l'ennesima proroga temporanea - termina De Santi - la Livorno Galoppo non sarebbe potuta rimanere in piedi». (g.c.)

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