Gioco
Maceria: la poesia sull'anoressia di Davide
Livorno, ecco il testo del lavoro dello studente del Vespucci: a 19 anni non c'ero più
LIVORNO. Ecco il testo di “Maceria”: Un giorno mi svegliai
Ed ero forse un po' diversa
Non ci riflettei mai,
ma la verità era emersa.
Settanta kili a 16 anni
E tutte a sparlar di me,
mentre io finivo in lacrime
e mi creavo danni.
Cinquanta kili a 17 anni,
meno venti e sorridevo,
ma il pericolo non conoscevo.
Mi preoccupavo di quei tiranni.
A diciotto ero quaranta,
le loro voci rimbombanti
sul corpo mio riguardanti,
e l'anima mia era affranta.
A diciannove … Non c'ero più.
Non mi salvò l'acqua santa
Povera madre, adesso canta.
Dalla finestra mi lanciai giù.
Loro mi hanno uccisa
Con la loro Cattiveria, mi chiamavano "Maceria"
Da tutti insieme e sol derisa.
Ma adesso riflettete
Solo voi potete farlo,
io uccisa per quel tarlo
a cui peso voi darete.
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