Il Tirreno

Livorno

All'ippodromo Caprilli chiusa l'acqua solo agli irrigatori, nessun rischio per i cavalli

Giorgio Carlini
All'ippodromo Caprilli chiusa l'acqua solo agli irrigatori, nessun rischio per i cavalli

Livorno, dopo l'allarme su Facebook è stato verificato che l'approvvigionamento idrico agli animali non è stato interrotto. Venerdì programmata una manifestazione di protesta

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LIVORNO. Comincia un'altra settimana di forte tensione e grande preoccupazione per l'ippodromo Caprilli, le cui sorti per la stagione di corse estiva sono appese a un filo. Nella mattina di lunedì 4 aprile si era diffusa la notizia del possibile "colpo di grazia" all'impianto ardenzino: sembrava che l'Asa avesse chiuso tutti i contatori dell'acqua all'ippodromo che, dopo il guasto alla cabina dell'alimentazione generale, è già da tempo senza corrente elettrica. Per questo fino a oggi i proprietari dei circa 50 cavalli ancora ospitati nelle scuderie del Caprilli si erano serviti dell'acqua potabile per dare da bere agli animali (senza elettricità non è più possibile prelevare l'acqua dai pozzi). Gli stessi proprietari, non appena si è diffusa la notizia dell'interruzione del servizio idrico, si sono subito preoccupati per la sopravvivenza dei cavalli.

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Contattata dal Tirreno, però, l'Asa ha fatto chiarezza sulla questione: l'azienda è intervenuta perché è stata la società cui è intestato il contratto a richiedere la chiusura dei contatori dell'acqua. I tecnici, e questa è la cosa più importante, hanno chiuso solamente i contatori che riguardano la fornitura dell'acqua agli irrigatori della pista e dell'area verde, lasciando invece aperte le utenze dalle quali gli addetti ai lavori potranno continuare a prelevare l'acqua per l'abbeveraggio dei loro cavalli. Come precisato dall'Asa, è stata fatta anche una lettura dei contatori: la società che dovesse subentrare alla gestione del Caprilli dovrà farsi carico dell'acqua consumata da oggi in poi.

La notizia del mantenimento del servizio idrico per le scuderie dei cavalli è stata confermata anche da Micol Fenzi, giornalista molto conosciuta nel mondo dell'ippica, nonché una delle promotrici del gruppo Facebook "No alla chiusura dell'ippodromo F. Caprilli", che in pochi giorni ha superato la quota degli 8mila iscritti. "L'Asa - rivela Fenzi - si è dimostrata solidale, ringrazio, a nome di tutti coloro che si stanno battendo per le sorti dell'ippodromo, il dirigente dell'azienda, Mirco Brilli, che si è assicurato che non fosse staccata l'acqua per l'abbeveraggio dei cavalli".

Intanto i promotori del gruppo Facebook stanno organizzando la manifestazione che venerdì vedrà un corteo sfilare dall'ingresso del Caprilli sul viale Italia fino alla piazza del Comune, per chiedere all'amministrazione un intervento deciso affinché si trovi una soluzione in breve tempo per salvare la stagione di corse e, di conseguenza, anche le centinaia di posti di lavoro che gravitano intorno all'impianto ardenzino. La manifestazione si preannuncia colorata, con palloncini e numerosi striscioni. Proprio alcuni striscioni, infine, sono al centro di un "giallo" avvenuto nei giorni scorsi: "Sabato sera - racconta Fenzi - abbiamo esposto alcuni messaggi lungo tutta la parete esterna dell'ippodromo, lato mare, ma la mattina dopo gli striscioni erano stati portati via".
 

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