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La droga nascosta sul tetto e nel seggiolino: 5 arresti
Operazione dei carabinieri: lo scambio avveniva in un autolavaggio a Salviano In tutto sequestrati dai militari dieci chili tra hashish, cocaina ed ecstasy
LIVORNO. La droga, hashish, cocaina e ecstasy, la nascondevano tra le tegole del tetto o in auto, nel seggiolino. Ma i carabinieri l’hanno scovata lo stesso. E grazie a potenti binocoli, hanno anche assistito a scambi di roba all’interno di un autolavaggio di Salviano. Un’indagine complessa, che ha portato a cinque arresti e dieci chili di droga sequestrata. Si è conclusa venerdì un’operazione antidroga ribattezzata “Presale”, il termine usato dagli indagati per indicare la “prevendita” della droga, condotta dai militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Livorno, con i colleghi delle Compagnie livornese, di Cecina e Piombino.
Nel corso dell’attività, i militari hanno sequestrato hashish ma anche cocaina e pasticche di ecstasy, roba recuperata proprio sul tetto dello stabile dove vivevano due tra i cinque indagati. I carabinieri sono arrivati a loro tramite numerosi servizi di osservazione e pedinamento nel corso dei quali hanno dovuto far ricorso anche all’utilizzo di potenti binocoli. Così facendo, gli investigatori hanno scoperto che la roba veniva nascosta tra le tegole. I militari, durante un servizio, hanno anche registrato una scena particolare: un carico di droga a bordo di un’auto, pizzicata in un autolaggio in via delle Robinie, gestito in parte, come affittuario, da uno degli arrestati, Alessandro Mazzoni. Sotto gli occhi dei carabinieri, l’autista del mezzo, dopo aver lavato la vettura, ha caricato della droga che, successivamente, nel corso di un posto di controllo organizzato ad hoc, è stata trovata sul seggiolino da bambino, posto sul sedile posteriore.
L’indagine dei carabinieri, culminata nei cinque arresti parte da lontano e nel corso dell’ultimo anno ha portato a numerosi riscontri, sequestri di droga sette arresti per spaccio. A fine marzo 2015, era finito in manette Carmine Zerella, trovato in possesso di uno zaino contenente oltre 5 chili di hashish e di una pistola giocattolo fedele riproduzione di una beretta; ad aprile dello stesso anno c’erano stati gli arresti di due tunisini trovati con 20 panetti di hashish nascosti in un sacco, anche in quel caso posto tra le tegole del tetto, e circa 600 euro in contanti; sempre ad aprile del 2015 in manette un 19enne livornese, Francesco Casapieri, arrestato anche nell’ultimo blitz, all’epoca sorpreso a cedere hashish e cocaina ad un coetaneo; poi c’era stato l’arresto a luglio dello stesso anno di un 36enne livornese sorpreso a cedere pasticche di ecstasy e Mdma.
L’attività quindi, secondo i carabinieri, ha permesso di disarticolare una fitta rete di spaccio al minuto attuato inizialmente solo da italiani che poi è cresciuta in quantità e qualità, con l’ingresso anche di nordafricani.
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