Il Tirreno

Livorno

Canile abusivo sequestrato dai vigili in via Firenze

di Lara Loreti
Canile abusivo sequestrato dai vigili in via Firenze

Livorno, gli animali da caccia, impiegati in gare e mostre, erano tenuti in gabbie costruite senza permessi sull’argine del fiume

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LIVORNO. Tredici cani da caccia tenuti, senza autorizzazione, in gabbie costruite abusivamente su un terreno demaniale, sull’argine del canale, senza area di sgambatura, tra via Firenze e il cimitero dei Lupi. Di fatto un canile abusivo, che è stato sequestrato giovedì mattina dagli agenti della polizia municipale. Denunciato per abuso edilizio il proprietario, un livornese sessantenne. Scattate anche le sanzioni: 50 euro per mancanza di nullaosta e 350 euro per sette gabbie irregolari. Ora sono in corso accertamenti da parte dell’Asl sull’iscrizione di ciascun esemplare all’anagrafe canina. In tutto, in base agli accertamenti degli agenti della municipale, il sessantenne ha in custodia 27 cani. Di sicuro, giovedì, al momento del controllo dei vigili, sull’area ce ne erano 13: due cuccioli di 40 giorni e gli altri undici dai 2 ai 6 anni. Tutti in salute e ben tenuti, solo apparentemente in sofferenza per la mancanza di uno spazio per sgranchirsi le zampe. Inoltre i box sono vicini al canale: il timore degli agenti è che, in caso di esondazione, l’acqua possa invadere le cucce.

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Il controllo della polizia municipale, coordinata dalla responsabile Michela Pedini, è scaturito da una serie di esposti presentati dai cittadini nel corso degli ultimi sette anni. La storia, infatti, va avanti dal 2009. E da allora il numero dei cani è sempre aumentato, passando da otto a ventisette. Vediamo nel dettaglio le tappe delle indagini.

2009, LE PRIME SEGNALAZIONI.

Sulle scrivanie della polizia municipale arrivano i primi esposti: si parla di un canile abusivo costruito dietro via Firenze, a pochi passi dal cimitero comunale. I vigili si recano sul posto e trovano delle gabbie costruite senza permessi su un terreno demaniale. Il gestore dei gabbiotti viene denunciato una prima volta per abuso edilizio. Ci sono otto cani, di cui quattro di proprietà dell’indagato.

2011, NUOVI ESPOSTI. Il proprietario dei cani non molla: come accertato dai vigili, le gabbie non vengono demolite, anzi, ci sono nuovi box in metallo e i cani sono cresciuti di numero: nelle gabbie ci sono Setter usati per gare e mostre. Gli animali sono ben tenuti e le misure delle gabbie regolari. Resta l’abuso edilizio, che viene contestato di nuovo al proprietario.

2015, ANIMALISTI IN AZIONE. Ai vigili questa volta arriva un allarme più circostanziato, che riguarda la mancanza di vie di fuga per i cani in caso di problemi (incendi e così via) e anche relativi al fatto che i Setter vivono in gabbia. Gli agenti constatano che non c’è area di sgambatura e soprattutto che il proprietario non ha ottemperato all’ordine di demolizione dell’abuso edilizio, con la conseguente ricollocazione dei cani. Inoltre, il sessantenne si promuove come addestratore, un’attività che quindi va oltre la detenzione. Il regolamento, in questo senso, prevede che chi ha più di 5 anni di età superiore ai sei mesi, anche se privato, debba avere il nullaosta dell’Asl e debba rispettare le norme previste per i canili.

L’ULTIMO BLITZ. Da tutti questi accertamenti, scattano un nuovo controllo dei vigili, quello di giovedì, con il sequestro amministrativo della struttura, la denuncia e le multe per il 60enne.

 

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