Lutto
Fasulo garantisce: i posti di lavoro mai in dubbio
In commissione l’assessore conferma i 3 bandi e spiega il ritiro della gara di gennaio «Aamps ha assorbito le energie della giunta e fu deciso di ricalcare quello vecchio»
LIVORNO. Da un bando unico tre bandi per l'assegnazione dei servizi bibliotecari, museali espositivi e culturali. Lo "spacchettamento" annunciato da Nogarin è realtà, anche se per ora sono stati completati gli atti che approvano il capitolato dei primi due, insieme all'atto di proroga tecnica di due mesi licenziato definitivamente alle 18.50 di giovedì (nel giorno ultimo di scadenza) che serve a mantenere attivi i servizi museali e bibliotecari nel periodo in cui verranno espletate le due gare.
I primi due bandi riguardano quello triennale, per la gestione delle biblioteche, e quello invece "navetta", di sette mesi, che riguarda il Museo Fattori, i Granai di Villa Mimbelli e la Sala degli Archi della Fortezza Nuova.
Sette mesi che serviranno, infatti, per preparare il successivo bando che ricomprenderà nel complesso dei servizi museali anche il nuovo Museo della Città.
Il terzo bando, invece, che deve essere però ancora discusso, riguarderà la gestione della Casa della Cultura e le strutture culturali in genere.
A spiegarlo ieri in Commissione l'assessore Fasulo che ha parlato anche del tentativo di recuperare spazi da fruire, come il caso del teatrino di Villa Mimbelli che già per la prossima estate sarà utilizzabile. In particolare sulla Casa della Cultura, che deve rimanere "aperta alle esigenze della città", e ospiterà una sala multimediale, un urban center e al piano seminterrato uno spazio espositivo (dove troverà posto la collezione Re-act) l'assessore ha annunciato che si pensa a una gestione diretta, con l'ipotetico trasferimento di uffici comunali che permettano l'apertura della struttura negli orari di lavoro e, a integrazione, con personale della Fondazione Goldoni.
A Caruso (Pd), per il quale è una colpa essersi ritrovati all'ultimo momento a firmare la proroga, che ha chiesto subito spiegazioni sul ritiro del bando precedente, Fasulo ha risposto: «Negli ultimi mesi Aamps ha assorbito energie della giunta, ma anche del consiglio, quindi avvicinandosi la scadenza del bando la decisione era stata quella di fare un bando ricalcando la stessa tipologia degli anni precedenti».
«Successivamente si è deciso per lo spacchettamento - ha aggiunto l'assessore - per creare una situazione che permetta a più soggetti di partecipare. Il che non esclude che uno possa vincere sia l'uno che l'altro. Sicuramente non si tende a dequalificare la gestione, ma a migliorarla con una specifica attitudine per ogni settore».
Per quanto riguarda la Casa della Cultura, Fasulo ha poi spiegato che non saranno spostate persone del Goldoni che si sono aggiunte come consulenti per ricoprire incarichi che non erano coperti, ma si sta pensando a un migliore utilizzo di chi è assunto a tempo indeterminato nella Fondazione.
Ciampini (Pd), ha incalzato di nuovo chiedendo lumi sulle valutazioni fatte nell'interesse pubblico al ritiro del bando, e sullo spacchettamento: «Sospetto che sia stato fatto per accontentare qualcuno è scontentare qualcun altro», ha detto, ricordando anche la questione della tutela occupazionale che preoccupa anche i sindacati.
«L'idea è cambiata in virtù di una riflessione collettiva che prima non c'era stata», ha ripetuto Fasulo, che nello spacchettamento non vede penalizzazioni per chi ha gestito fino ad ora, anzi, lo interpreta come una quasi necessità con la diversificazione ulteriore che si avrà con l'apertura del Museo della Città, prevista nel 2017.
Infine sulla salvaguardia dei lavoratori - ha garantito che non è mai stata messa in dubbio.
Per Cannito (Città Diversa) il problema non è tanto quello del bando unico o il suo spacchettamento, ma quello di valutare le professionalità e far crescere la qualità culturale creando, se possibile, occupazione. Bruciati (BL) ha poi concluso: «Il vecchio bando lo avevamo criticato e avevamo chiesto una discussione per scorporare la Casa della Cultura. Cosa che è stata fatta, purtroppo senza discussione. Ma l'uscita del sindaco che mi ha sconvolto di più giustificando il ritiro del bando precedente è stata quella dell'abbattimento di un sistema monopolistico. Un monopolio in realtà mai esistito perché il problema di fondo è che non è mai esistito un sistema culturale in città».
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