Il Tirreno

Livorno

Borgo di Magrignano, Edilporto: per finire i lavori venderemo due immobili

di Alessandro Guarducci
Borgo di Magrignano, Edilporto: per finire i lavori venderemo due immobili

Livorno, il Consorzio, che ha chiesto il concordato, opta per la ristrutturazione dei debiti L’amministrazione proroga al 23 luglio la fine dei lavori della cassa di espansione

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LIVORNO. Un nuovo capitolo va ad aggiungersi alla vicenda infinita di Borgo di Magrignano, il quartiere incompiuto venuto su tra mille difficoltà alla periferia est della città.

Il Comune ha infatti deliberato la proroga del “completamento della cassa di espansione” spostando il termine - che è scaduto il 26 marzo scorso - al prossimo 23 luglio, dopo che il Consorzio cooperative edilizie Edilporto (soggetto attuatore del piano di lottizzazione) ha attivato presso il Tribunale fallimentare una procedura per ottenere un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis (siamo all’interno della domanda di concordato in bianco) .

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Tale accordo, sarà depositato dalla società rappresentata da Veronica Tognotti entro la metà di questo mese e conterrà la richiesta a Banca Etruria di una “restrinzione ipotecaria”, in modo da permettere al Consorzio Edilporto di vendere due immobili e di destinare il ricavato - ovviamente con l’autorizzazione del Tribunale di Livorno - all’effettuazione delle opere di urbanizzazione e in particolare della cassa di esponsione, un’opera che è necessaria per garantire la sicurezza idraulica nel Borgo di Magrignano e nei quartieri confinanti.

La delibera è stata approvata dalla giunta comunale il 30 marzo scorso (è la numero 134) e potrebbe mettere la paro la fine a una vicenda che, di rinvio in rinvio, si trascina ormai da anni. Almeno questa è la speranza degli amministratori comunali, anche se quando si parla di Magrignano è sempre bene essere cauti.

Era infatti il 2005 quando il Consorzio cooperative edilizie Edilporto si impegnava - firmando una convenzione - a realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, le opere esterne, le opere indrauliche di Borgo di Magrignano invece di pagare al Comune gli oneri di urbanizzazione. Ma il 5 dicembre 2013, la vicepresidente del Consorzio Edilporto - Veronica Tognotti - comunicava al Comune la volontà di avvalersi della facoltà di prorogare il termine di validità nonchè il termine di fine lavori indicato nella convenzione (le opere già eseguite sulla cassa avevano comunque già ridottosensibilmente il rischio).

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Di conseguenza furono stabiliti all’epoca dei nuovi termini per l’ultimazione delle opere di urbanizzazione: per le opere relative alla cassa di espansione la scadenza fu fatta slittare al 30 giugno 2014, dopodichè fu però previsto «che il termine di esecuzione sarà rideterminato da parte della giunta comunale con lo stesso provvedimento con il quale sarà approvata la variante al progetto della cassa di espansione».

Ed eccoci arrivare al gennaio 2015 quando l’attuale giunta comunale ha approvato il progetto definitivo della variante alla cassa di espansione: nella circostanza i lavori rimanenti furono calcolati in 17 settimane e la scadenza fu dunque fissato per il 26 marzo 2016.

Nel frattempo, però, il Consorzio Edilporto - come riportato dal Tirreno all’inizio di febbraio scorso - ha presentato una domanda di concordato in bianco, dichiarata ammissibile in via preliminare, intraprendendo così un percorso che nel giro di due-tre mesi avrebbe dovuto portare la società a presentare un concordato preventivo o un piano di ristrutturazione del debito (in ogni caso passando dal controllo del giudice).

«La decisione - aveva spiegato Veronica Tognotti, rappresentante del Consorzio - è maturata a causa del perdurare delle difficoltà di Edilporto, nella consapevolezza che fosse l'opzione migliore per tutelare i soci e per cercare di sistemare le partite aperte del Consorzio».

La scelta del Consorzio è ora caduta sulla ristrutturazione del debito e a proposito delle opere di urbanizzazione - non avendo la possibilità di effettuare i lavori per mancanza di liquidità - è stato ipotizzato di vendere due immobili per poi destinare i soldi incassati al completamento della cassa di espansione.

A questo punto bisogna attendere la decisione del giudice, che dovrà autorizzare o meno questa operazione. Nel frattempo l’amministrazione ha concesso la proroga richiesta fissando il nuovo termine per la fine dell’intervento il 23 luglio 2016.

 

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