Il Tirreno

Livorno

I residenti della Venezia: levate l’area pedonale, ci ha tolto 70 posti auto

di Rosanna Harper
I residenti della Venezia: levate l’area pedonale, ci ha tolto 70 posti auto

Livorno, durante la commissione comunale si protesta contro la zona off limits alle auto sugli scali del Ponte di Marmo. La proposta all'amministrazione: trasformatela in Ztl notturna, più controlli in via Borra

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LIVORNO. «Chiediamo che la zona pedonale sia trasformata in Ztl e che la Ztl sia allargata in termini di estensione territoriale». A dirlo, durante i lavori della sesta commissione consiliare, riunita ieri mattina, i rappresentati del comitato dei residenti la "Venezia", Giuseppe Bondi e Luigi Sardi.

Le proposte del comitato sono oggetto di un documento che è stato consegnato a tutti i gruppi consiliari, nel quale vengono avanzate altre proposte, come: «una ottimizzazione/razionalizzazione dei posti auto, tre in totale, sugli Scali del Vescovado». Ma anche – si legge – «una ottimizzazione/razionalizzazione dei posti auto spettanti agli operatori del Tribunale e della Giustizia, oggi circa 50 permessi»: ne hanno diritto («data l'importanza del loro lavoro») ma «crediamo possano essere rapportati all'orario di funzionamento del Tribunale, chiuso il sabato e le festività e sempre dopo le 20».

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Bondi insiste a sottolineare il’atteggiamento positivo rispetto alle proposte di Ztl: concorre a determinare una maggiore vivibilità del quartiere. «Non siamo d'accordo, tuttavia, su alcune modalità e, in particolare, sull'instaurazione della nuova zona pedonale sugli scali del Ponte di Marmo e del Monte Pio: ha tolto 70 posti auto già precari, senza avere posti alternativi». La pedonalizzazione?Secondo gli abitanti della zona non ha senso: «È una strada frequentata per la maggiore dai residenti, che con questa scelta avranno maggiori difficoltà di accesso in zona». I rappresentati dei comitati hanno lamentato, inoltre, la pericolosità di via Borra, non “toccata” dalla Ztl, così rimanendo l'unica arteria di scorrimento del quartiere, per cui sarebbe indispensabile una maggiore sorveglianza.

Altro punto: «Le cifre apparse per il pagamento del tagliando – continua Bondi – sembrano forti, si tratta di una cosa discutibile. Perché non proporre, ai locali della Venezia, come avviene già in altri posti, di contribuire al pagamento del parcheggio dei loro clienti?».

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Sardi segnala che il provvedimento ha «stravolto le nostre abitudini». E aggiunge: «Ci sentiamo ghettizzati: chiediamo si tenga conto delle esigenze degli abitanti».

Il dibattito si apre. Il primo a prendere la parola è Marco Cannito (Città Diversa), firmatario di una mozione a cui hanno aderito i gruppi di opposizione: parla di «pedonalizzazione priva di logica». La mozione punta a far ripristinare «l'accesso e la sosta sugli scali del Ponte di Marmo, eliminando la pedonalizzazione, attivandone la Ztl notturna». Per Amato (Forza Italia) è necessario «prima capire l'identità della città e successivamente passare a una sua pianificazione, utile per apportare cambiamenti». Sulla stessa linea anche Cepparello (Buongiorno): le decisioni importanti, come quelle urbanistiche, andavano prese attraverso un percorso partecipativo, con il coinvolgimento dei residenti del quartiere. «I sacrifici dei cittadini – spiega Cepparello – devono corrispondere a un ritorno per essi stessi». Valiani (Gruppo Misto) invita l'assessore alla mobilità Vece a organizzare un incontro con gli abitanti della Venezia, per capire le loro condizioni, e anche Ria (Pd), esorta a vivere «di giorno e di notte il quartiere: le possibilità per migliorare il quartiere, in due anni, ci sono state». Ma per Marchetti (M5s) la nuova amministrazione «ha dato attuazione a un percorso che era già stato deciso prima, dalla precedente amministrazione: la pedonalizzazione lascia una porzione di fossi liberi, su entrambi i lati, dalla sosta delle auto».

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