Sicurezza
Arriva solo un rinvio, la soluzione non c’è Il Caprilli è morente
Ping pong di dichiarazioni e stoccate fra Lemmetti e Giusti L’assessore: la liquidazione si farà ma serve un’altra assemblea
LIVORNO. L'ippodromo Federico Caprilli chiuderà ufficialmente i battenti dopo 120 anni di prestigiosa attività. La decisione definitiva non c’è ma, nel giorno clou, anziché una soluzione che ridia speranze sembra esser arrivato solo un rinvio che prolunga l’agonia.
«È andata bene», spiazza tutti l'assessore Lemmetti uscendo dall'attesissima assemblea dei soci che avrebbe dovuto fare chiarezza anche sugli arretrati dei lavoratori, ma gli ex-dipendenti lo accusano: «Ha mentito, i soldi dei nostri stipendi non ci sono». Nel ping-pong di responsabilità il liquidatore Fabrizio Giusti mette le mani avanti: «La giunta non ha intenzioni chiare, la prossima settimana porterò i libri in tribunale». Il presidente di Livorno Galoppo Paolo De Santi invece punta il dito: «Evidente il piano politico per il fallimento della Labronica Corse». Nel frattempo le utenze della struttura sono state disdette, e si teme per la sorte dei cavalli.
«È andata bene: la liquidazione si farà ma serve un'altra assemblea dei soci». Parola dell'assessore al bilancio Gianni Lemmetti al termine del lungo incontro: già il fatto che si fosse presentato con quasi un'ora di ritardo aveva lasciato poco ottimismo fra gli ex addetti. Alla fin fine ha constatato la fase terminale dell'ippodromo che prolunga l'agonia dell'impianto: «Il Comune ha chiesto al liquidatore un supplemento d'istruttoria prima dell'udienza per il fallimento fissata tra due settimane, sul futuro dopo la chiusura deciderà il sindaco. Io non sono ottimista né pessimista, faccio solo il mio lavoro».
«Ma i soldi dei dipendenti, che avete garantito a più riprese, ci sono?» chiede De Santi. E l’assessore Lemmetti a domanda risponde: «Le somme stanziate sono ancora a bilancio, chiedete al liquidatore». Giusti ribatte così, sostenuto dall'avvocato Sergio Russo: «Quel che è certo è che con l'ultima delibera l'attuale giunta ha cancellato gli stanziamenti della precedente per il triennio 2016-2018 destinati a Labronica Corse, che gli 84 mila euro a bilancio andranno al pagamento delle imposte (ma ne restano da liquidare 164 mila tra fisco e tfr), e che se il Comune non sana la propria posizione contributiva gli oltre 200 mila euro di credito (riconosciuti a stralcio) che vanta presso il Ministero sono già persi».
Affermazioni, quelle dell'assessore e del liquidatore, che secondo i lavoratori sono in contrasto: «Allora Lemmetti ci ha mentito». Diversa l'interpretazione di Giusti, che preferisce mettere l’accento su un altro aspetto: «La bocciatura della liquidazione così com'è è infondata, ed anche dovessi convocare sùbito i soci il preavviso sarebbe insufficiente. La giunta non ha ben chiara la procedura, tant'è che Lemmetti voleva presiedere l'assemblea quando il compito spetta al rappresentante legale, cioè a me: si cerca di prendere tempo, per cui quasi sicuramente la prossima settimana porterò i libri in tribunale». Gli ex-dipendenti nel frattempo hanno le mani legate, ma De Santi accusa: «Non ci resta che fare un'azione legale contro il Comune, che rifiutando di convocare il tavolo a tre con Alfea (che peraltro poteva non accettare le condizioni) e Livorno Galoppo ha voluto il fallimento della Labronica Corse. Perché ha ostacolato il procedimento? Le radici del problema affondano nell'amministrazione precedente ma ormai non si può più dare la colpa agli altri. La conseguenza – prosegue De Santi – è che per salvaguardare i cavalli, con l'acqua razionata e senza corrente elettrica, adesso dovrà intervenire la Protezione Civile: faccio appello alla prefetta per scongiurare il peggio».
I sette ex-dipendenti in conclusione tornano a casa a mani vuote, così come l'ex-gestore del bar la cui concessione era legata a Livorno Galoppo, e restano in difficoltà anche i quindici lavoratori della sala 15 (anche loro senz'acqua). «Se le gare si spostano altrove i costi per allenatori e proprietari aumenteranno, e non tutti saranno in grado di mantenere l'intera scuderia», conclude De Santi: «Una sconfitta per la Città e per l'intero mondo dell'ippica».
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