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cronaca

«Quell’avviso di garanzia una medaglia»

«Per ora non ho ricevuto niente. Sono contro la discarica, ma non ho dato atti al comitato»


31 marzo 2016 di Juna Goti


LIVORNO. Dal giugno del 2014 si racconta che proprio in un annesso agricolo, dopo la vittoria elettorale di Filippo Nogarin e del M5S, ci sia stato uno dei brindisi più partecipati. Un brindisi con quel candidato – diventato sindaco – che aveva detto no alle discariche, anzi alla discarica. Appoggiato al ballottaggio anche dalla lista Dasul, che era guidata dai leader del comitato anti rifiuti al Limoncino. Dieci giorni fa il Tirreno ha anticipato che la società Bel.Ma, che fa capo alla famiglia Bellabarba e che è proprietaria della discarica mai aperta, ha presentato al Tar una richiesta di risarcimento da 54 milioni di euro, accusando il sindaco Nogarin di aver favorito il comitato (quindi proprio la controparte del Comune) nel procedimento aperto per stabilire la natura della strada che porta all’impianto: vicinale a uso pubblico (come si diceva quando governava il Pd) o privata (come si dice ora che governa il M5S)? Non proprio un tecnicismo, visto che in ballo c’è il passaggio dei camion.

Nogarin, per questa storia, ha dichiarato a Rainews24 di aspettarsi anche l’arrivo di un avviso di garanzia, che comunque – ha detto – non lo porterebbe a dimettersi. Oggi, mentre le opposizioni si scatenano, va oltre. Così..

Sindaco ha ricevuto un avviso di garanzia?

«No. Ma se lo riceverò, per me sarà una medaglia da appuntare sul petto», controbatte dal divanetto rosso del suo ufficio, con accanto due “testimoni”, il portavoce Andrea Morini e Tommaso Tafi, che a quanto riferito ora collabora alla realizzazione di video.

Addirittura? E perché?

«Perché io sto dalla parte della cittadinanza, questa è una battaglia che abbiamo fatto da sempre, potrei veramente andarne orgoglioso».

Non ci sembra uno scherzo: gli avvocati di Bellabarba chiedono al Comune 54 milioni di euro di risarcimento...

«Innanzitutto chi è Bellabarba? Che rapporti ha con il Comune? Quali altre discariche ha gestito? Con quali problemi? Semplicemente avviando un'istruttoria su una strada privata abbiamo pestato i piedi a qualcuno, scatenando una reazione spropositata. Per questo ho detto che mi aspetto che possa anche arrivare un avviso di garanzia. Nell'eventualità mi attaccherò orgogliosamente la medaglia al petto: abbiamo sempre detto no alla discarica».

Guardi che qui non si sta parlando di battaglia contro la discarica. Dalla società le viene contestato ben altro: di aver passato al comitato, in tempo reale, documenti deliberati dalla giunta, che i legali dei frontisti hanno poi subito potuto produrre nella causa contro Bellabarba, che tra l’altro vede il municipio controparte dello stesso comitato. Sono accuse pesantissime.

«Dal punto di vista giudiziario non ho commesso alcun reato. Sono sicuro che tutto sia stato fatto nella piena legittimità, rispedisco le accuse al mittente. E mi fa ridere che vengano chiesti 54 milioni, visto che i codici Cer della eventuale discarica sono stati ridotti dal tribunale da 103 a 1 (inerti, terre di scavo). Su quale base, quindi, si fa una richiesta di danni di questa entità? Forse hanno altri appetiti?»

Cosa intende?

«Magari vogliono tornare ai 103 codici di cui parlavo».

Ma lei questi documenti al comitato glieli ha passati o no?

«No, assolutamente».

Dall’intervista di Rainews24 è emerso che per alcuni dirigenti del municipio i legali del comitato erano nella sua stanza quando venivano prese le decisioni sulla strada, e che avrebbero chiesto di far valere i “patti” della campagna elettorale. Di questo cosa dice?

«No. Noi abbiamo inserito nel nostro programma elettorale una posizione affine a quella dei comitati perché stiamo parlando di battaglie che sono da sempre del M5S. Detto questo, se il dirigente anonimo paleserà la propria identità, vedremo: è molto facile fare accuse senza dire nome e cognome».

Si è chiesto allora come facessero ad avere gli atti prima ancora che li avessero i legali del Comune?

«L'avvocato di Bellabarba dovrà provare ciò che sostiene, visto che nell'esposto dice “sembra”, e con i “sembra” si va poco lontano». Un attimo di silenzio: «Tra l’altro mi risulta che la notula di un avvocato…».

Ma che c'entra ora la notula?

«Lo scriva, lo scriva: se non mi sbaglio la notula dell'avvocato è proporzionata al valore della richiesta del danno. Consiglio a Bellabarba di fare due conti: è vero che loro stanno fallendo su tutte le società, quindi forse non sono bravi a fare i conti, però questi 54 milioni non tornano»

Si rende conto che sta parlando di un’azienda di rilievo con decine di posti di lavoro e che proprio molti lavoratori in città hanno perso il posto dopo la discarica? Le eventuali difficoltà non dovrebbero essere motivo di soddisfazione per un sindaco...

«Non è certo colpa del sindaco di Livorno, che sta invece tenendo sotto controllo, e con grande attenzione, la situazione lavorativa. Io non sono contento che Bellabarba si trovi nella situazione in cui si trova, ci mancherebbe altro, ma non posso nemmeno per questo derogare da situazioni ambientali come quella della discarica».

Lei è perché non apra mai?

«Avevamo scritto nel programma che non avremmo mai consentito che aprisse la discarica e stiamo mantenendo la promessa. Ripeto: non ho commesso atto illeciti, se poi porre l'attenzione su una battaglia politica comporterà avere un avviso di garanzia, sarò ben contento di appiccicarmi una medaglia al petto».

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