Gioco
Muore alla guida ma prima ferma il Tir
Di nuovo in via Leonardo Da Vinci un autista si accascia al volante: con le ultime energie tira il freno e scongiura incidenti
LIVORNO. La stessa strada di Graziano Francesco, lo stesso malore fatale, lo stesso coraggio e altruismo che nell'ultimo momento gli ha permesso di evitare un disastro, tirando il freno del suo tir già in movimento prima di perderne il controllo. Massimiliano Masini, 52 anni, se n'è andato così, con un gesto che i suoi colleghi dicono «eroico».
Erano le 8 di ieri mattina in via Leonardo da Vinci, ai cancelli del Costiero Gas, dove il camionista era andato a fare un carico come tante altre volte: la stessa routine di mille altri giorni di lavoro con il suo camion.
È arrivato, ha preso il caffè con i colleghi, ha sistemato i documenti e poco dopo era pronto a mettersi di nuovo sulla strada, nel solito indescrivibile viavai di quella zona là dove gli spazi della città si dividono con quelli dell’industria e dell’area immediatamente a ridosso del porto.
Ma non appena ingranata la prima e uscito dal deposito, ha avvertito un forte dolore al petto. Un attimo per capire che si trattava di un malore e che non sarebbe mai riuscito a tenere il volante ancora a lungo: così, con le ultime forze, è riuscito a frenare il suo camion che già era in movimento lungo la via.
«Era una persona meravigliosa», dice il cugino Walter Bencreati, al quale toccherà andare sul posto per portare via il tir.
Grande appassionato di pesca, Masini lascia la moglie, due figli e un grandissimo ricordo di sé, culminato in questo ultimo e incredibile gesto che ha permesso di evitare un vero disastro.
È passato a malapena un mese da quando – sempre in via Leonardo Da Vinci – si è fermato in circostanze del tutto simili anche il cuore di un altro uomo del “popolo dei Tir”:Graziano Francesco, camionista di origini calabresi ma ormai emiliano di adozione. Era il 25 febbraio, un giovedì sera: anche in quel caso, il conducente ha avuto l’altruismo di utilizzare gli ultimi brandelli di lucidità per fermare il proprio “gigante” su quattro ruote prima di accasciarsi al volante.
È commovente l’abbraccio che gli dedicano colleghi e amici via social: Luca Martinelli, camionista come lui, parla di «rispetto per un collega che fino all'ultimo ha svolto il proprio lavoro con amore e dedizione». E Ombretta Luna gli rende omaggio: «Forse non senti ma sei stato bravissimo e ora riposa in pace».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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