Lutto
Rischio chiusura da venerdì per le biblioteche e il museo
Il 31 marzo termina la proroga per la gestione dei servizi affidati a Itinera e Agave ma manca la gara per il nuovo affidamento, tremano oltre trenta lavoratori
LIVORNO. Da venerdì mattina le centinaia di utenti che ogni giorno frequentano la biblioteca di villa Fabbricotti, quella di villa Maria, quella di Shangai, l'emeroteca di via del Toro, la biblioteca dei ragazzi, potrebbero trovare i portoni chiusi. E lo stesso potrebbe accadere a chi volesse visitare il museo Fattori a villa Mimbelli.
Giovedì 31 marzo infatti scadrà l’affidamento della gestione dei servizi bibliotecari e museali comunali, che in realtà era già scaduto il 31 dicembre scorso e poi, in extremis, era stato prorogato di tre mesi.
Ora ci risiamo: a 72 ore dalla dead line, l'amministrazione Nogarin non ha ancora pubblicato il nuovo bando per la riassegnazione della gestione di biblioteche e musei, né ha deciso per una ulteriore proroga. E così, se non ci saranno colpi di scena da qui a giovedì sera, quei servizi verranno sospesi, creando disagi quotidiani ad un’utenza numerosissima, ma anche facendo calare la mannaia su oltre trenta lavoratori, che attraverso le cooperative Itinera e Agave coprono da anni il servizio con professionalità apprezzata da tutti.
La partita è molto delicata: perché - ci si chiederà - il Comune è arrivato al termine della proroga senza aver ancora pubblicato il nuovo bando? In realtà un bando era stato pubblicato (a fine gennaio), impostato sui servizi attualmente in essere con l’aggiunta della Sala degli archi in Fortezza Nuova, dei Granai di villa Mimbelli, della Casa della cultura in via Grande. Ma dopo una decina di giorni - l’11 febbraio - venne ritirato “al fine di consentire di rimodulare l'elenco delle strutture incluse nella procedura in corso, con particolare riferimento alla Casa della cultura”.
A decidere il ritiro del bando fu il sindaco Nogarin, dopo che una dura contestazione verso la gara era arrivata dal gruppo di opposizione di Buongiorno Livorno, in particolare dal consigliere Marco Bruciati, che aveva parlato di “un monopolio culturale, che pochissimi soggetti potevano tentare di accaparrarsi”.
A quel punto il bando doveva essere riscritto con una nuova impostazione e ripubblicato, ma da allora non se n’è più saputo niente nonostante siano passati cinquanta giorni.
A quanto risulta al Tirreno la nuova versione è stata prodotta dagli uffici già due settimane fa - lasciando a sè la partita della Casa della cultura -, ma non ha mai ricevuto il via libera della giunta. L’ostacolo insomma sarebbe politico e non burocratico.
In ballo ci sono circa 2.5 milioni di euro per la copertura del servizio fino a tutto il 2018, ma come dicevamo ci sono anche oltre trenta persone, i cui posti dovrebbero essere garantiti attraverso la clausola sociale - dunque a prescindere da chi si aggiudicherà l’appalto -, ma che da venerdì - se il servizio dovesse essere fermato - si ritroveranno senza lavoro. E’ per questo che stamani, insieme ai sindacati, scenderanno in piazza per protestare davanti al Comune e per chiedere un incontro col sindaco e con l’assessore alla cultura Serafino Fasulo e capire cosa ha intenzione di fare l’amministrazione e perché il bando è stato bloccato.
Oggi la giunta dovrebbe riunirsi e tra i vari argomenti, sul tavolo potrebbe finirci anche la questione dei servizi bibliotecari e museali. Ma se il bando così com’è stato riscritto due settimane fa non va bene all’amministrazione, è chiaro che l’unica soluzione da qui al 31 marzo - a meno di colpi di scena - è quella di un’ulteriore proroga, dalla quale resteranno esclusi però i nuovi servizi che erano stati aggiunti. Venerdì potrebbe essere convocata una commissione ad hoc per chiarire la situazione, ma a quel punto - se non ci sarà stata la proroga - biblioteche e museo saranno già chiuse.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
