Il Tirreno

Livorno

lotta alla criminalità

La meglio gioventù in piazza Grande contro tutte le mafie

Alessandro Farulli
La meglio gioventù in piazza Grande contro tutte le mafie

A Livorno l’iniziativa di Libera è organizzata da 8 ventenni Letti ad alta voce i nomi delle 900 vittime delle cosche

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LIVORNO. Da Messina con la mente e il cuore fino a Livorno per urlare al cielo i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie. Eccolo uno dei «Ponti di memoria, luoghi d'impegno» organizzato ieri da Libera in occasione della XXIª “Giornata della memoria e dell'impegno” proprio in ricordo delle “vittime innocenti delle mafie”.

Appuntamento nei giorni scorsi in piazza Grande, una quarantina di persone si sono alternate nella lettura dei nomi, così a Livorno, a Firenze, e in diverse altre parti d'Italia. Il merito dell'organizzazione va a un pezzo della nostra “meglio gioventù”: sette ragazzi livornesi e uno di Rosignano tra i 17 e i 20 anni che si sono avvicinati all'associazione attraverso l'unica sede di Libera nel nostro territorio, che si trova a San Vincenzo. Tra i membri del coordinamento provinciale c'è Enzo Chioini, già portavoce del sindaco Cosimi e presidente di Aamps per un breve periodo. Proprio grazie a lui i ragazzi hanno messo in piedi l'evento, al quale hanno partecipato numerose associazioni, dalla Misericordia di Antignano, all'Arcigay, alla Rete degli studenti medi, al Ceeis, all'Svs. Tra i primi a presentarsi alla manifestazione (unico tra istituzioni e consiglio comunale), Marco Bruciati, di Buongiorno Livorno, ma in Piazza Grande solo a titolo personale. Bruciati ha poi commentato così sul suo profilo Facebook: «Ventuno marzo 2016. Ventunesima “Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. Passano gli anni ma la mafia è e rimane una montagna di m....a», citando Peppino Impastato, vittima della criminalità organizzata in quel di Cinisi.

Proprio a Cinisi è stato anche Marco Pacini, il giovane livornese che ha tirato le fila della manifestazione e che vorrebbe istituire una sezione di Libera anche all'ombra dei Quattro Mori. La questura, invitata a partecipare, ha inviato un referente che parlando con Il Tirreno si è detto «felice che i giovani si occupino di queste cose anche in una città meno coinvolta in attività mafiose come Livorno». «L'importante - ha aggiunto - è non abbassare mai la guardia, cercando di fermare subito ai primi segnali questo tipo di criminalità oggi aiutata anche dalla crisi, che porta le persone a situazioni economiche tali da poter finire facilmente in certi giri».

Anche la Toscana, va ricordato, ha pagato il suo tributo di sangue con la strage dei Georgofili a Firenze (la notte tra il 26 e il 27 marzo del 1993) e con Rossella Casini, studentessa di psicologia, che abitava in Santa Croce e che a 25 anni nel 1981 scomparve a Palmi, in Calabria, perché il fidanzato era coinvolto in una stria di 'ndragheta. Allo stand molti ragazzi e qualche curioso, mentre salivano alte le note di “I cento passi” dei Modena City Ramblers. A portare un saluto si sono presentati Gino Niccolai, dell'Anpi, un rappresentante dell'Arcigay e uno della Rete degli studenti medi.

L'8 giugno nuova iniziativa a Livorno con l'arrivo di Don Ciotti che verrà in città per conoscere i gruppi che stanno lavorando per la beatificazione di don Quilici, ma che sarà l'occasione ovviamente anche per parlare dell'attività dell'associazione.

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di Redazione web