Gioco
La lirica piange il tenore livornese Dino Formichini
Artista internazionale, si è esibito nei teatri di tutto il mondo È stato il primo italiano a portare “La Traviata” a New York
LIVORNO. Il grande salto arrivò nel 1953, quando trionfò al torneo lirico nazionale indetto dalla Rai con le romanze “Ella mi fu rapita” e “Recodite armonie”. Da lì, la sua carriera prese il trampolino di festival nazionali come quello di Spoleto per poi attraversare i grandi teatri europei, Berlino, Parigi e Bruxelles, fino al 1960: l’anno del debutto nel Nuovo Mondo, dove è stato il primo italiano a portare La Traviata al Metropolitan di New York. Una carriera semplicemente fantastica, scandita da un successo dopo l’altro e da collaborazione di grandi nomi della lirica internazionale. «Ma è sempre rimasto riservato, non ha mai voluto fare vanto di sé» dice la figlia Susanna.
Era un vero artista Dino Formichini, nato a Livorno nel 1922 per poi trasferirsi, «orgogliosamente» come diceva lui, a Guasticce, dove ha formato la sua famiglia.
Il tenore labronico è scomparso sabato all’età di 92 anni e questa mattina, alle 11, saranno celebrati i suoi funerali alla cappella mortuaria prima della cremazione che sarà svolta ai Lupi.
Un artista che si è reso protagonista in mezzo mondo, senza mai dimenticarsi delle sua terra, come essa non si è mai dimenticata di lui. La dimostrazione è arrivata proprio l’anno scorso, quando Formichini a Collesalvetti, è stato onorato del premio al merito della carriera durante una serata dell’Open Opera, ricevendo una targa da parte dell’assessore Andrea Crespolini, che era presente alla serata assieme ad altri rappresentanti dell’amministrazione comunale: dal sindaco Bacci, al vicesindaco Camici e la consigliera Delia Menicagli.
È stato quello l’ultimo di una lunga serie di riconoscimenti, iniziati già nei primissimi anni Cinquanta, quando Dino, pur non avendo neanche trent’anni, fece sentire al grande pubblico la sua voce strepitosa, interpretando i capolavori dei grandi autori: dalla Boheme alla Traviata.
Da quel momento gli vengono aperte le porte dei maggiori teatri italiani: il Teatro dell’Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, Il Teatro Massimo di Palermo, il Petruzzelli di Bari, Il Comunale di Firenze. La carriera prosegue anche a livello internazionale a Berlino, Parigi, Bruxelles, Budapest, Split, Losanna.
Il 25 novembre del 1960 il grande debutto al Metropolitan Opera House di New York nel ruolo di Nemorino in “L’elisir d’amore”. Negli anni a seguire al Met sarà interprete di primo piano nel Rigoletto, La Bohème, Lucia di Lammermoor, La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, La Sonnanbula, Die Fledermaus; le stesse opere che con il Metropolitan di New York porterà in tournée nei maggiori teatri degli Stati Uniti: Boston, Menphis, Dallas, Atlanta, Cleveland, Detroit, Toronto.
«Un artista, ma che ha mantenuto tutto il suo riserbo, in modo da godersi la sua famiglia» spiega la figlia Susanna.
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