Sicurezza
Discarica alla Chiccaia: ecco l’esposto
In mezzo ai mobili abbandonati ci sono anche rifiuti speciali, come stufe e bombole di gas. «È un problema di sicurezza»
LIVORNO. Non è soltanto una questione igienica o di decoro. È soprattutto una questione di sicurezza pubblica, dato che in quell’ammasso di mobili rotti e spazzatura a varo titolo ci sono anche dei rifiuti speciali, come stufe o bombole di gas. Oggetti realizzati con materiali che nel tempo possono deteriorarsi fino a diventare cancerogeni. «Non è davvero possibile vivere in queste condizioni» spiega la gente che abita nel palazzo della Chiccaia e ogni giorno deve fare i conti con questa discarica a cielo aperto. «Adesso basta» dice una persona vicina a queste famiglie, annunciando che sarà presentato un esposto in Procura a Livorno per denunciare questa situazione non solo di degrado ma anche di pericolo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13204052:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13204052:1652176028/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Una mossa che arriva pochi giorno dopo l’appello lanciato dai residenti, che già avevano sollevato il problema legato al cortile dell’edificio. «Nessuno viene a pulire e ogni giorno appaiono divani, lavandini, letti, mobili, rifiuti di ogni tipo», denunciano alcuni residenti. Negli ultimi dieci giorni la situazione - già grave a febbraio come aveva denunciato il Tirreno - è ulteriormente peggiorata. «Purtroppo l’Aamps non passa, non riusciamo neanche a parlarci più al telefono - raccontano gli abitanti - Il Comune ci dice che non è responsabilità sua, Casalp non interviene. Fatto sta che nessuno pulisce, nessuno controlla e gli incivili possono fare quel che vogliono». Ma il cumulo di rifiuti ingombranti (speciali e non) non è certo una novità negli spazi della Chiccaia, ma livelli simili non erano ancora stati raggiunti, assicurano i residenti. «Ci sono anche delle auto abbandonate, ve lo assicuro - spiega una donna - Hanno le targhe cadute e sono coperti di ruggine».
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13204052:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13204052:1652176028/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La prima segnalazione di una discarica a cielo aperto risale all’estate scorsa, quando in concomitanza col trasferimento di alcuni assegnatari nelle nuove case popolari, apparve un cumulo di mobili abbandonati. I rifiuti restarono lì qualche giorno fino a quando l’Aamps passò dopo la denuncia del Tirreno e ripulì tutto. La situazione si è poi riproposta a fine gennaio quando una ventina di assegnatari sono stati trasferiti: qualcuno ha lasciato i vecchi mobili lì, altro materiale è stato abbandonato dagli occupanti abusivi degli appartamenti abbandonati, altro portato da fuori Chiccaia come se si trattasse della stazione ecologica. Mobili, scatoloni colmi di spazzatura, stufe e bombole di gas: una montagna di rifiuti rimasti lì, dove riposano ancora oggi. «Ci sono gli estremi per una denuncia e per questo presentiamo un esposto, perché in questo modo, anche se i proprietari volessero vendere l’appartamento, non possono farlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
