Il Tirreno

Livorno

senzatetto alla stazione

«Puntiamo sui servizi sociali»

Parla l’assessora Dhimgjini. La Diocesi pensa al presidio mobile

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La nostra sfida è cercare di raggiungere quelli che vogliono farsi raggiungere e portarli nell’alveo dei servizi sociali». Così l’assessora Ina Dhimgjini risponde all’inchiesta del Tirreno sulla condizione dei senzatetto che, sempre più numerosi, dormono in stazione. «Vogliamo il recupero a fini sociali delle persone coinvolte - spiega -, anche per una questione di ordine pubblico».

C’è tutto un mondo che gravita intorno alla stazione: dai problemi di microcriminalità in piazza Dante alle tossicodipendenze, fino al disagio abitativo di quelli che - un tempo invisibili, oggi in piena luce - dormono nell’atrio della stazione, ma sono passati per le banchine, per i vagoni degli Intercity e per le panchine all’esterno (quando il bel tempo lo consente).

Il progetto pensato dalla Caritas, che il Comune di Livorno ha presentato ad un bando ministeriale, è quello di un centro di prima assistenza al Ferrhotel, una struttura che Centostazioni - società della galassia Ferrovie dello stato italiane (Fsi) - sta valutando se concedere in comodato d’uso. La proposta è quella di una sistemazione di breve durata (3-5 giorni) per 14 persone e di una prima accoglienza che permetterebbe ai senzatetto di farsi una doccia e di curare l’igiene personale, in attesa di essere presi in carico dai servizi sociali. La variabile più importante, però, sono i tempi: il progetto dell’help center oggi è solo su carta e non si sa quando il ministero risponderà alla proposta comunale. Ci sarebbe anche uno stabile più piccolo, che Fsi si è già detta disponibile a concedere in comodato d’uso, ma riguarderebbe soltanto una sistemazione per due nuclei madre-bambino.

«È un progetto di utilità sociale - spiega ancora Dhimgjini - a cui parteciperebbero tutti i principali attori del volontariato: Caritas, Svs, Sant’Egidio. Vogliamo fare rete, procediamo tutti verso uno stesso fine».

Nel frattempo Caritas accarezza l’idea di un presidio mobile alla stazione. «Stiamo pensando a un’unità che potrebbe partire da settembre», ha spiegato suor Raffaella Spiezio, presidente Caritas di Livorno, durante il pranzo pasquale offerto ai poveri nel centro di via Donnini. «Dobbiamo presentare il progetto nelle prossime settimane, speriamo che passi».(and.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web