Gioco
«Non facciamo gli scrivani delle scelte degli specialisti»
LIVORNO. Da tempo a Livorno (e non solo) è in corso una battaglia che vede contrapposti da un lato i medici di famiglia e dell'altro i medici specialisti. Una lotta “a colpi di prescrizioni” che...
LIVORNO. Da tempo a Livorno (e non solo) è in corso una battaglia che vede contrapposti da un lato i medici di famiglia e dell'altro i medici specialisti. Una lotta “a colpi di prescrizioni” che porta ora all'esasperazione i professionisti di medicina generale, ma che soprattutto finisce per gravare sulle spalle del paziente, spesso costretto a sopportare una doppia trafila tra studi e ambulatori. «Si faccia segnare questi esami dal medico curante», si sente dire il povero cittadino. «Ma no, è il dottore che ha disposto gli accertamenti a dover segnare la prescrizione in prima persona, torni da lui», è la presa di posizione drastica di alcuni medici. Così, tra due fuochi, il malcapitato di turno si ritrova a fare i conti con un servizio cervellotico.
A raccontare nel dettaglio l'assurda situazione è il dottor Pasquale Cognetta, segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg): «Il problema – fa notare – nasce dal mancato rispetto di una delibera regionale che stabilisce che, al termine di una visita, lo specialista faccia da sé le prescrizioni che ritiene necessarie, senza inviare al medico curante il paziente per la trascrizione degli esami». La delibera in questione è la numero 1038 del 2005 della Regione, che nella parte del protocollo d'intesa siglato con le Asl, i medici di medicina generale (o di pediatria) e quelli di specialistica ambulatoriale o specialisti dipendenti, riporta testualmente: «Lo specialista cui accede il cittadino (...) per un esame strumentale o per una prestazione terapeutica, ove siano necessarie indagini preliminari o complementari (...) prescrive direttamente sul ricettario regionale le ulteriori indagini cliniche-diagnostiche necessarie».
«Spesso però – spiega Cognetta – questa delibera non viene rispettata, e il paziente è costretto a perdere tempo per chiedere la trascrizione dal medico curante. In particolare - prosegue il segretario della Fimmg - sono alcuni colleghi pisani a non ottemperare alla legge, ma non mancano casi di specialisti livornesi. I medici di famiglia sono sempre più infastiditi, e si sentono relegati a un ruolo “segretariale”». Ci sono poi casi in cui il medico curante non condivide gli accertamenti disposti dallo specialista, quindi si trova nella scomoda posizione di dover rimandare il paziente dal medico. Una decisione che a volte altri colleghi prendono invece per principio, perché esasperati dal comportamento degli specialisti.
Altrettanto infastiditi dal “rimpallo” sono ovviamente i pazienti, che si vedono indirizzati da uno studio all'altro, quando in fondo ritengono a ben vedere di avere diritto a una prestazione sanitaria, senza stare a preoccuparsi di chi sia a doverla prescrivere. Si crea inoltre un effetto a catena, con i tempi di attesa dal medico curante che in questo modo si allungano anche per chi ha effettivamente bisogno di un consulto ma deve fare i conti con chi deve vedersi segnati quegli accertamenti.
«Siamo stufi – dice Cognetta – di essere considerati meri trascrittori di ricette. Il fenomeno è frequente, il sindacato ha provato a impedirlo con segnalazioni a Asl e Ordine dei medici. C'è stato un leggero miglioramento, ma bastano pochi specialisti che non rispettano la delibera per creare una grande turbativa». Da qui l'invito che i medici di famiglia rivolgono direttamente ai pazienti: «È bene che sappiano chiaramente – conclude – che lo specialista è tenuto a prescrivere in modo autonomo esami e accertamenti, senza che siano costretti a fare un'altra fila dal medico curante».(gio.ca.)
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