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Livorno

Meningite, anziano ricoverato in ospedale ma non è contagioso

LIVORNO

È un grossista massese: in condizioni serie però non gravi L’infezione non è del tipo che ha creato allarme in Toscana

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LIVORNO.

Deve essere arrivato un momento in cui quell’emicrania crescente si è trasformata in un dolore lancinante e insopportabile. Quell’uomo, un grossista massese di 72 anni, lavoratore infaticabile, era saltato sul suo camion come tutti i giorni prima che il sole sorgesse e si era diretto al mercato ortofrutticolo nella zona nord di Livorno. Poi quel dolore, che inizialmente avrà pensato come passeggero. Ma non accennava a diminuire, anzi aumentava: è stato allora che il grossista ha ceduto, si è piegato su se stesso e ha chiesto aiuto. È stato accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Livorno, dove poi è stato ricoverato.

I sintomi parlavano chiaro: suggerivano ai medici la parola meningite. Così sono scattati gli accertamenti del caso, per scoprire se si trattasse o meno dell’infezione contagiosa, quella da meningococco – in particolare il letale tipo C, che creato allarme in Toscana negli ultimi mesi – oppure di una forma non contagiosa.

Le prime analisi propendevano per la seconda ipotesi, confermata poi nel primo pomeriggio: si tratta di un’infezione da pneumococco, un batterio che non è trasmissibile.

In parte una buona notizia per amici e parenti stretti dell’uomo, che non dovranno sottoporsi ad alcuna procedura particolare per contenere l’infezione. Si legge infatti sul sito dell’Istituto superiore di sanità (Iss): «Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici». Se invece si fosse trattato di un’infezione da meningococco, i consigli dell’Iss sarebbero stati differenti: «La contagiosità è comunque bassa e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici».

Le condizioni dell’uomo sono considerate serie ma non gravi: è ricoverato in reparto e non è mai passato per la rianimazione. È stato sedato per contenere i forti dolori.

Il grossista si riforniva di prodotti in varie zone della Toscana: dalla lucchesia allo spezzino, fino alla piana fiorentina. Prodotti che poi rivendeva al mercato ortofrutticolo di Livorno dove ha iniziato ad accusare i sintomi dello pneumococco batterico. All’interno del mercato e nella zona del massese è un punto di riferimento per tutti gli addetti del settore.

Andrea Scutellà

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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