Il Tirreno

Livorno

«Lavoro precarizzato alla Porto 2000» Sindacati all’attacco

«Lavoro precarizzato alla Porto 2000» Sindacati all’attacco

Le Rsa contestano anche l’affidamento di lavoro all’esterno «360 ore nelle ultime due settimane, segnale eloquente»

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LIVORNO. Nel bel mezzo della privatizzazione della Porto 2000, la società pubblica che gestisce il porto passeggeri, l’azienda sta andando sempre più in direzione «dell’esternalizzazione e della precarizzazione del lavoro». A denunciarlo sono i sindacati aziendali per bocca degli esponenti Rsa (Enrico Barbini Filcams Cgil, Mariagrazia Macchia Fisascat Cisl e Fabio Bicchierini Uiltics Uil) sottolineando l’«insufficienza dell'attuale pianta organica dell'operativo».

I sindacati puntano il dito contro le «360 ore lavorate dal personale esterno nelle ultime 2 settimane»: lo giudicano «un segnale più che eloquente» del fatto che in «quella che potrebbe essere l'ultima stagione dell'era pubblica, anziché puntare al consolidamento del lavoro si favoriscono«già da ora le politiche dei privati».

L'inadeguato numero dei lavoratori per coprire tutti i servizi e le postazioni previsti dal piano della sicurezza è, secondo le Rsa, «l'occasione per stabilizzare alcuni lavoratori che da molti anni sono stagionali». C’è stata una richiesta ufficiale in tal senso, ma «ad oggi, dopo 5 mesi, nessuna vera risposta» è arrivata dall’azienda.

Barbini, Macchia e Bicchierini denunciano che «oggi alla Porto 2000 si continua a lavorare sotto l'organico necessario, malgrado l'eccessiva flessibilità sull'impiego del personale continuano a verificarsi disagi di carattere operativo». Non solo: il servizio di sicurezza risulta – si afferma – «molto rimaneggiato nel personale» mentre, «nonostante tutte le nostre segnalazioni e le nostre richieste, è stato implementato solo l'ufficio marketing».

Secondo i sindacati «tutti i servizi e le postazioni previste 12 mesi su 12 non hanno niente a che vedere con il lavoro stagionale e devono quindi essere coperte da lavoratori a tempo indeterminato»: di questo fanno «un punto fermo» della propria battaglia.

E se è vero che la stagione croceristica parte sotto buoni auspici («con il ritorno di compagnie importanti»), è altrettanto indispensabile che questo produca«percorsi per il rafforzameno dell'occupazione», dicono le Rsa preannunciando che in caso contrario «siamo pronti alla mobilitazione».

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