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Il negozio “chiuso per colpa dei ladri”: «Mi sento da solo in trincea»
Livorno: due colpi nel giro di una settimana al Savi Shop, gli ultimi di una lunga serie di attacchi. Il titolare «Ho paura che l’assicurazione non rinnovi la polizza: se così fosse, smetto»
LIVORNO. Capisci che c'è qualcosa che non va quando l'offerta non viene plasmata sui clienti, ma sui ladri. Chiedetelo a Sirio Savi, il titolare del negozio Savi Shop, che dopo una serie di furti ha deciso di togliere dagli scaffali prodotti pregiati di cosmetica, troppo spesso obiettivo dei criminali, per fare spazio ad altri a buon mercato. «Prima vendevamo anche i prodotti della L’Oréal e della Cream, ma venivano costantemente rubati di notte dai ladri per rivenderli. Così abbiamo deciso di toglierli» racconta il titolare.
Ma il mercato del crimine non si sta a guardare tanto alla qualità, così i raid notturni sono continuati anche dopo. L’ultimo la notte scorsa, quella a cavallo tra venerdì e sabato, quando il bottino è arrivato a circa seimila euro. «È chiaro che così non posso andare avanti» dice Savi, spiegando che questa volta i rischi da correre sono molti. «Mi ha chiamato l’assicurazione che dopo l’ennesimo furto vuole venire a fare un sopralluogo. Se non me la rinnovano, se resto senza assicurazione, sarò costretto a chiudere. Chiuso per i ladri, perché lo Stato è incapace di vigilare sui suoi cittadini».
Savi, nel suo market in via Grotta delle Fate, ha già subito una decina di furti negli ultimi anni. Una volta gli hanno pure sparato ad una caviglia sotto casa per rubargli l’incasso. «Pago le tasse, vengo bastonato e nessuno fa niente» dice. E per quanto questo sia un ritornello già sentito dai negozianti esasperati, il caso del Savi Shop rischia suo malgrado di essere emblematico per questo fenomeno. «Fino ad oggi sono andato avanti perché l’assicurazione mi risarciva parte delle perdite. Ma se adesso nessuno vorrà concedermi una polizza, sono già condannato - dice il commerciante - La prossima settimana andrò direttamente dal questore a chiedergli come posso fare per andare avanti. Il sistema d’allarme e le telecamere di video sorveglianza le ho già installate. Devo prendere un vigilante privato? Mi viene a costare cinquemila euro al mese e non posso permettermelo. E poi credo che questo servizio debba offrirmelo lo Stato, dato che pago le tasse».
Nell’ultimo raid, i ladri hanno scavalcato la recinzione in metallo che circonda i negozi di via di Grotta delle Fate, hanno forzato una porta scorrevole e uno volta dentro hanno fatto razzia di tutto ciò che hanno trovato. Dai prodotti cosmetici a quelli per l’igiene, dagli smalti fino ai saponi. «Merce che poi rivendono» spiega Savi, che ha già portato le immagini della video sorveglianza alla polizia. «Lo faccio ogni volta - dice - ma continuano a derubarmi».
La dimostrazione pratica della denuncia di Savi sta nel fatto che una settimana prima (mercoledì 16 marzo) il suo negozio era stato già svaligiato dai malviventi, sempre con lo stesso copione.
«Sa cosa hanno fatto anche?» dice indicando un piccolo flipper all’ingresso messo lì per i bambini. «Hanno preso il flipper e lo hanno portato nel campo per romperlo e rubare le monete che conteneva». Insomma, sono ladri che non vanno tanto per il sottile. Però sono organizzati. «Qua le volanti della polizia passano di notte, ma questa gente non è sprovveduta: tengono un palo sulla strada e se vede la pattuglia fa segno ai compagni di fermarsi». Ricostruzioni date appunto dalle videocamere.
«Solo nel 2015 mi hanno derubato tre volte - dice Savi - Il 2016 è appena iniziato e già siamo a due volte. Come possono pensare di andare avanti così? Voglio chiederlo al questore in persona, voglio dei chiarimenti, perché davvero non ho idea di come fare».
Savi trova il sostegno anche degli altri negozianti di via Grotte delle Fate, dato che anche loro sono spesso vittime dei ladri. Il bar, ad esempio, è stato svaligiato domenica scorsa. «Qua fanno come gli pare» conclude sconsolato Savi.
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