Il lutto
Securpol licenzia: via 33 lavoratori
Livorno, troppe rapine, troppo alti i premi assicurativi e l'azienda mette in moto la procedura per 254 dipendenti, di cui 33 di Livorno
LIVORNO. Troppe rapine. Rischi sempre in agguato, i premi assicurativi che lievitano. E l’istituto di vigilanza non ce la fa più: così la Securpol si vede costretta a tagliar via una fetta consistente del proprio servizio di trasporto valori, continuamente aggredito, in tutt’Italia, da attacchi criminosi e bande armate. A livello nazionale l'azienda ha avviato la procedura di licenziamento per 254 dipendenti. In Toscana sono tre le province coinvolte e 99 i dipendenti interessati, 33 dei quali a Livorno (oltre a 54 ad Arezzo e 12 a Grosseto). Sono 94 guardie giurate vere e proprie e 5 addetti alla “contazione”, cioè coloro che contano i soldi nei caveaux.
Già in ottobre c’erano state avvisaglie del fatto che anche nella sede di Livorno vi fossero per alcuni dipendenti il rischio di perdere il posto di lavoro. Il settore è in difficoltà e piegato, oltreché dalla criminalità, dai costi sempre più alti dei premi assicurativi e dalla concorrenza delle varie aziende in libero mercato. Di qui la procedura di mobilità che la Securpol ha avviato in Italia per 254 addetti al trasporto valori (gpg ovvero guardie particolari giurate e tecnici addetti allo smistamento) resi «esuberanti rispetto alle esigenze produttive dell’impresa». Un’impresa costretta «a sopperire ad atti criminosi che le hanno prodotto ingenti perdite e a risarcimenti importanti non preventivati in bilancio», come la società stessa ha motivato ai sindacati. La vertenza è seguita a livello nazionale da Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil.
Le province coinvolte dalla riduzione d’organico sono Viterbo, Catanzaro, Alessandria, Torino, Milano, Napoli, Pesaro Urbino, Venezia, L’Aquila. E in Toscana, come dicevamo, Arezzo, Livorno e Grosseto. I sindacati toscani del settore sono in allarme. «Sì, l’azienda ha avviato la procedura», confermano fonti di parte cislina: «Da qui in poi – si sottolinea – ci sono 45 giorni per trovare soluzioni ed evitare il licenziamento». Le soluzioni che il sindacato prospetta sono «i trasferimenti dei 12 addetti in altri settori della Securpol, i trasferimenti in altre province, eventuali ammortizzatori sociali o trasferimenti in altre aziende che possano subentrare nel servizio. Se nei 45 giorni non si dovesse trovare un accordo, si aprono altri 30 giorni con la mediazione del Ministero del lavoro». I primi giorni di aprile le organizzazioni dei lavoratori saranno a Roma per un incontro con la società.
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