Il Tirreno

Livorno

Rsa, gestione ai privati in 3 anni

di Andrea Scutellà
Rsa, gestione ai privati in 3 anni

Il piano è di svincolarsi dalla voce più gravosa dei conti nel sociale. Nel frattempo aumentano le rette

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Comune si prepara all’esternalizzazione delle quattro Residenze sanitarie assistite (Rsa) che gestisce direttamente insieme alla Asl. Nel prossimo triennio, infatti, la spesa prevista per il capitolo più oneroso del bilancio di competenza del settore delle politiche sociali e abitative - circa 11 milioni di euro -, è destinata ad essere azzerata. Se il piano dovesse andare in porto, i costi transiterebbero per i libri dei conti dei privati accreditati che sarebbero scelti per gestire i servizi.

È presto spiegato, allora, perché la spesa prevista per “diritti sociali, politiche sociali e famiglia” parte da 40 milioni del 2016 e scende a 25 nel 2018. Ad annunciarlo è l’assessora al Sociale Ina Dhimgjini durante i lavori della Commissione bilancio, sollecitata dalle domande della consigliera Amato. «La copertura dei servizi resterà la stessa - precisa -, ma la spesa per la gestione non graverà più sul bilancio comunale. Quello che vogliamo fare è puntare su un sistema di voucher (un titolo d’acquisto valido anche per le residenze sanitarie private, ndr) che garantisca il diritto dei cittadini di scegliere la struttura in cui curarsi». Legittime, però, potrebbero essere le preoccupazioni dei lavoratori delle quattro strutture per il mantenimento del posto con l’ingresso di società private nella gestione delle residenze. «Noi ovviamente auspichiamo il mantenimento del livello di occupazione - spiega Dhimgjini - ma la decisione spetterà all’azienda sanitaria. Che in passato, però, si è già dimostrata sensibile a queste problematiche».

Altra questione è quella dell’aumento delle rette delle Rsa stesse - cioè la compartecipazione massima dei cittadini alla quota sociale -, varata dalla Giunta comunale lo scorso 8 marzo. Scelta che l’assessora e la sua squadra hanno ribadito di fronte al Consiglio comunale, sottolineando come la delibera sia esecutiva (a partire dal primo aprile). «C’era la necessità di adeguare le rette che erano ferme ormai da troppo tempo - sottolinea Dhimgjini - è anche una questione di bilanciamento economico». Così, oggi, i disabili che fanno richiesta si troveranno a pagare un massimo di 52,35 euro al giorno per i servizi residenziali - i ricoveri con pernottamenti - contro i 42,78 dei tempi pre-delibera. Mentre è stata unificata la retta per i servizi semi-residenziali - come i centri diurni -: si pagheranno al massimo 38,60 euro giornalieri, contro le cifre variabili in precedenza - in base all’autosufficienza e al tipo di disabilità dell’ospite - da 8,51 euro fino a 25,41.

Innegabile è però il fatto che la previsione di bilancio per le politiche sociali, in un momento di crisi economica, diminuisca sensibilmente. È il consigliere Marco Cannito di Città diversa a farlo notare. «La risposta dell’assessora sulle Rsa è soddisfacente - spiega - e capisco che quello è un capitolo di spesa rilevante all’interno del bilancio. Tuttavia diminuiscono anche i contributi per le “card” contro la povertà e il sostegno alle famiglie. Scendono di poco, ma scendono. Questo per me è preoccupante soprattutto in un momento di crisi economica e di assenza totale di politiche sul lavoro».

Ina Dhimgjini, però, è orgogliosa di quanto fatto fino ad oggi e delle previsioni di bilancio per il prossimo triennio. Lo fa capire sin dalle prime parole del suo discorso all’aula: «Ci siamo impegnati per offrire l’assistenza dovuta alle persone in difficoltà. Abbiamo dato una risposta quasi doppia rispetto alle esigenze e alle domande d’aiuto che abbiamo ricevuto. Siamo soddisfatti e invogliati a fare meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web