Gioco
Lenny Bottai torna sul ring per il titolo: «È la mia rivincita a 39 anni»
Livorno, il 6 aprile al palaMacchia combatterà per la corona tricolore dei superwelter «Non lo faccio per soldi, voglio mettermi in discussione anche senza la Tv»
LIVORNO. Telenovela finita. Lenny Bottai, dopo un estenuante tira e molla, fatto di annunci e ripensamenti, non per colpa sua è bene chiarirlo subito, venerdì 8 aprile, torna sul ring.
In un match con Francesco Di Fiore valevole per il campionato italiano (vacante) dei superwelter. Un pugile, Di Fiore, che nei suoi tanti tifosi evoca ancora ricordi inquietanti.
Il riferimento è a quell’incontro tricolore quasi imposto, nonostante alcuni problemi fisici di Lenny, e concluso in maniera poco chiara per non dire nebulosa. Scontata quindi la prima domanda a Lenny.
Questo match per te è l’occasione di toglierti qualche sassolino dalle scarpe, oppure un’opportunità per ribadire che alla bella età di quasi 39 anni, si può essere ancora competitivi e si possono avere gli stimoli, le motivazioni e anche le legittime ambizioni per guardare lontano?
«Entrambe le cose. Disputare un match tricolore a 39 anni è anche un bel messaggio per il mio sport. Il pugilato è in crisi e visto che nel corso degli anni questa cintura, a suo tempo contesa tra Mazzinghi e Benvenuti, è diventata un qualcosa da snobbare, pur essendo, in realtà, l'unica che si assegna ancora con una classifica di merito. Per questo ritengo che sia un bel messaggio il fatto che due pugili titolati e navigati come noi due se la contendano. Inoltre, più che togliermi il sassolino dalla scarpa o parlare di vendetta, vorrei fosse visto, com'è realmente: una rivincita cercata per superare un mio limite».
Che cosa ricordi di quel match controverso?
«Fece storia a sé. Con tutte le complicazioni che contestai, compresa la ripresa finale che durò un minuto meno. Inoltre il giudizio non unanime, le testate prese senza alcun intervento arbitrale. Altra cosa i ricorsi di Nicchi e Cavini e l’obbligo di difendere subito la corona tricolore conquistata contro Adriano Nicchi, pur avendo alcuni problemi fisici. L’alternativa era perdere il titolo senza combattere. Il mio errore fu di accettare di combattere. Il solo dirlo poi alla Rai determinò un processo sportivo. Ma fui assolto. Pur rimanendo una parte oggettiva della storia, tutto questo è passato e ogni match fa storia a se. Alla fine ho perso, e riscattare quella serata è una sfida con me stesso, cerco di superare un mio limite con un pugile che mi ha battuto. Mi metto in discussione a 39 anni davanti alla mia città, niente di più complicato».
Dopo questo match pensi di appendere i guantoni al chiodo o valuterai altre opportunità se ti saranno proposte?
«Avevo deciso di smettere. Poi mi è capitata l’opportunità di combattere a Las Vegas. Non potevo rifiutarla anche per ciò che ha significato per la città, oltre che personalmente, ovvio. Poi, dopo sei anni dal match di Prato, mi son sentito di accettare questa opportunità, per vari motivi, ovviamente non economici, tenendo conto che un titolo italiano si fa quasi per la gloria. Penso che poi, tutto tornerà come prima».
Rispetto a quando ti hanno proposto di affrontare nuovamente Francesco Di Fiore le motivazioni sono diminuite, cresciute o rimaste intatte?
«Beh, di mesi ne sono passati cinque ormai e a causa di varie vicissitudini, forse sono cresciute, ma non posso e non voglio dire perché. Chi vuole può capire o immaginare. Siamo livornesi tutto viene sempre contro».
L’incontro si farà al PalaMacchia oppure da qualche altra parte?
«Avrei voluto al PalaCosmelli. Un palasport consono e non dispersivo ma alla fine servirà il PalaMacchia. Sicuramente quindi si darà lì».
A trasmettere il match sarà “mamma Rai” o qualche TV privata?
«Non lo so e non mi interessa affatto. Dopo cinque mesi di rinvii combatterò l'8 Aprile, al PalaMacchia di Livorno. Punto e basta. Verranno ad assistere, oltre ai livornesi, amici da Roma, Milano, Cosenza, Palermo addirittura dalla Grecia e dall'Irlanda. A noi la Televisione non serve».
Cosa chiedi alla città e ai tuoi tifosi per questa tappa importante della tua carriera?
«Di essere quella che è sempre stata. Basta e avanza per me. Quando hai quella situazione intorno al ring puoi fare anche quello che non potresti».
Ultimamente ti sei allenato regolarmente oppure in alcuni momenti hai perso la pazienza?
«Ho perso la pazienza allenandomi».
Prezzo dei biglietti?
«Farò di tutto per far sì che i biglietti abbiano un prezzo popolare, anche se non sarà facile. Se riuscissi a trovare qualche sponsor in più, per coprire le spese della serata, vorrei destinare parte dell'incasso alla campagna che, con la mia associazione: Repubblica dei Villani, sto dedicando per la ricostruzione e rivalutazione del simbolo di Livorno, ovvero il Villano. Spero di riuscirci, sarebbe un bel traguardo e qualcosa da regalare a Livorno con il mio match».
Chi è, se c’è, l’erede di Lenny Bottai?
«Ci sono ragazzi che hanno anche più qualità di me, quindi penso che Bottai in futuro verrà abbondante superato».
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